Estratto articolo apparso sul sito Cultor http://www.cultor.org/ligustro/l.html
Storia e Tecnica dell'Arte
Ligustro fa rivivere in Italia
le magie di Hokusai
Indirizzo di Posta Elettronica per informazioni : ligustro.italia(AT)gmail.com
Ligustro: e il suo Giappone
11 dicembre 2019
Se la musica è l’arte dei suoni che risvegliano i sentimenti dell’anima, i colori di Ligustro sono un mondo poetico dove la musa ne canta le lodi per alimentare i sentimenti. Ma chi è Ligustro? Già, Ligustro, vediamolo con ordine.
Giovanni Berio, nato nel 1924, proviene da una famiglia di Oneglia (oggi Imperia) attiva nel settore della produzione di olio d’oliva, gli studi si fermano dopo qualche anno di istituto secondario superiore per entrare nel mondo del lavoro. Giovane, brillante e pieno di entusiasmo, si inserisce nell’industria olearia fino a diventare uno dei migliori esperti nella produzione dell’olio. Senza risparmiarsi, dedica così tutta la sua vita alla gestione di costruzioni di impianti di lavorazione dell’olio nei paesi mediterranei fino all’età di 63 anni, quando viene colpito da un grave infarto da cui ne esce completamente trasformato. Nel mezzo di questo evento ci racconta che, al culmine della crisi fisica, la sua mente fu colpita da un susseguirsi di colori, tanto da fargli nascere il dubbio d’essere entrato in un’altra dimensione. Così, nel 1986, inizia come autodidatta a ricostruirsi una seconda vita. L’armonia dei colori è entrata come per incanto nella sua anima e rappresenta il dono della vita e della natura attraverso le infinite sfumature di colori, quasi fosse una danza di luce. E’ così che Giovanni Berio diventa in arte Ligustro.
Giovanni Berio, ancor prima della malattia, si divertiva a dipingere ad olio ed acquerello, ma la grande opera iniziò dopo il grave infarto, dedicandosi allo studio della xilografia policroma giapponese e delle sue tecniche Nishiki-e in uso nel periodo Edo (1603-1868), quella parte della storia del Giappone in cui la famiglia Tokugawa detenne il massimo potere politico e militare del paese, realizzando le stampe a mano sulle prestigiose carte giapponesi con antichi metodi artigianali e utilizzando molteplici colori. Questi ultimi, auto preparati, si ottengono dalla miscelazione di polveri d’oro, argento, perle di fiume, frammenti micacei, conchiglie di ostriche macinate, terre colorate e altri procedimenti che solo il Maestro conosce. Ma solamente i colori non bastano, per portare a compimento un’opera xilografica con le tecniche Nishiki-e sono necessarie decine, e a volte centinaia, di matrici scolpite a mano con altissima precisione su legno di ciliegio o pero, che vengono poi allineate con altrettanta accuratezza nella fase di stampa manuale.
Infatti, avendo assistito più volte a questo difficilissimo processo, ho potuto apprendere che la tecnica Nishiki-E usata da Ligustro consiste nell’avere per ogni stampa, molti legni incisi che vengono poi stampati singolarmente su carta pregiata giapponese fatta a mano. Per questa ragione ci possono essere stampe uguali e con lo stesso soggetto ma con colori differenti. Per una stampa, quindi possono esserci 50 - 100 - 1000 passaggi per poter stampare tutti i colori. Ligustro normalmente esegue solo quattro tirature per ogni opera. Questi ultimi si ottengono, come si legge in diverse pubblicazioni, mediante la composizione di diverse polveri e foglie di argento e di oro, polveri di perle di fiume, frammenti micacei, conchiglie di ostriche macinate, terre colorate ed altri procedimenti da lui inventati.
In diverse occasioni Ligustro, con le sue stampe, i surimono, gli e-goyomi, i mitate, gli ex libris, gli haiku e con il kaimei (cambio di nome) ha contribuito a rafforzare i legami tra Italia e Giappone.
Le opere di Ligustro, rappresentate da un tripudio di colori, derivano dall’approfondimento della cultura giapponese, come la donna del periodo Kamakura indirizzata verso un’elevata istruzione, ma anche dalla bellezza della natura, dai ricordi d’infanzia come i palloncini e le farfalle che troviamo su varie sue opere, dall’esaltazione della profondità, della luce, dall’amicizia, dalla vita, dalla felicità dalla famiglia e la sua armonia, dall’educazione e dalla sua Oneglia (oggi Imperia) dove nasce tutta la sua produzione artistico-letteraria. E l’interpretazione esplicita del mondo di Ligustro la troviamo in una meravigliosa stampa dal titolo “IL MIO MONDO”: “Il topo rappresenta la società odierna che provoca inquinamento, non solo ambientale, ma altresì culturale. Essa tende dalla sua oscurità a distruggere questo mio mondo, la cui incantevole visione è rappresentata da un’immensa sfera di cristallo inserita nell’universo con: Sole – Stelle – Musica – Fiori – Insetti - Animali (il mio mondo della natura, secondo la concezione ZEN) di Barche dei Sogni, che solcano questo mio mare di “Risplendente zaffiro”. Dall’immensa ferita, sgorga la linfa vitale di cui l’immondo “Uomo - Topo” si nutre. La farfalla “YIN-YANG” di concezione orientale, ne rappresenta il contrario: Spiritualità, Visioni, dai mille Colori, Ebbrezza, di un mondo illuminato da un “SOLE - FIORE”.
In quest’opera, come in tutte le altre, Ligustro mette in evidenza la sua capacità di sintesi nella comunicazione con l’arte figurativa, e si completa con la sua semplicità nella forma verbale quando in una nostra conversazione mi disse: “si deve studiare molto per capire di essere ignoranti”. Evidentemente nel senso di sapere, non di intelligenza. Infatti possiamo aggiungere che tutti siamo ignoranti in quanto nessuno può sapere tutto. Questo mi sembra un concetto molto importante: studiare per capire il mondo in cui viviamo.
La produzione artistica di Ligustro è frutto dell’amore per quello che definisce “IL MIO MONDO”, tanto che in un nostro incontro precisa: “Realizzo poche tirature per ogni opera, generalmente quattro, che tengo per me e per i miei figli, non sono interessato al mercato e le poche opere uscite dal mio studio sono state donate; d’altra parte, a quale prezzo dovrebbero essere vendute tenuto conto dei mesi di lavoro che ognuna richiede?”.
La rinascita delle tecniche Nishiki-e per opera di Ligustro stimola il mondo artistico tanto da animare una fertile corrispondenza e interesse a livello mondiale, in particolare in Giappone, ponendolo sul podio dei più grandi maestri e forse come ultimo artista che realizzi stampe da incisioni su legno secondo le classiche tecniche giapponesi.
Numerose sono state le mostre, le conferenze e gli incontri con personalità artistiche e culturali per diffondere “l’arte senza tempo”, e non sono mancati riconoscimenti importanti come il premio Mario Novaro per la cultura ligure nel 2009 e il premio regionale ligure per l’arte nel 2003.
Negli ultimi anni Ligustro, ripercorrendo mentalmente tutta la sua vita artistica, si ritrova con un patrimonio notevole composto dalle sue opere e dai preziosi legni incisi: un tesoro di inestimabile valore. E si pone una domanda: “Dove, e come, sistemarlo?”. Alla parte di catalogazione di tutta la produzione artistica pensa il figlio Francesco, abile informatico dall’approccio meticoloso e preciso: la quantità di opere, legni incisi e documentazione è notevole, così inizia un’attività impegnativa, durata anni e ancora in essere, di archiviazione informatica del patrimonio artistico di Ligustro.
Dopo un’attenta analisi delle varie opportunità offerte dai molti enti interessati, si decide per un importante lascito alla biblioteca civica “Leonardo Lagorio” di Imperia, la città natale dell’artista Giovanni Berio in arte Ligustro: tra le molte ipotesi credo sia stata fatta la scelta migliore.
La biblioteca Lagorio è la medesima dove precedentemente hanno trovato spazio le donazioni di Edmondo De Amicis, di Giovanni Boine, dell’onorevole Alessandro Natta e di Francesco Biga, tutte personalità legate alla stessa città d’origine.
L’atto ufficiale della donazione si è svolto il 31 gennaio 2015 presso la sala convegni della biblioteca civica “Leonardo Lagorio” di Imperia, con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone, della Fondazione Mario Novaro e della città di Imperia, alla presenza di Giuseppe Enrico (dirigente cultura, manifestazioni e protezione civile), Paolo Strescino (assessore alla cultura, turismo e sport del comune di Imperia), Silvia Bonjean (direttrice della biblioteca civica), Fabiola Bortolini (ufficio cultura), Vittorio Coletti (docente di storia della lingua italiana presso l’università di Genova), del Maestro Ligustro e di suo figlio Francesco Berio, relatore e presentatore della donazione.
Nell’occasione il numeroso pubblico ha potuto incontrare il Maestro, visitare la sala con le opere esposte ed ammirare una particolare xilografia, detta surimono (i surimono sono i più bei biglietti d’auguri e di circostanza mai realizzati, prodotti in Giappone tra la metà del Settecento e la metà dell’Ottocento in occasioni molto particolari e non per il mercato, ma per circolazione privata [prof. Gian Carlo Calza]) dal titolo: “Imperia la città che sale” appositamente preparata per l’evento.
La donazione di Ligustro consiste in 5000 legni incisi, 2000 libri d’arte e di letteratura italiana, giapponese, cinese ed araba, 20 faldoni di corrispondenza con illustri esponenti di fama internazionale, varie calligrafie giapponesi, l’archivio completo di una vita artistica e varie opere d’arte personali e di altri autori.
Ligustro, presente alla donazione con i suoi 91 anni e brillante come sempre, mi raccontava con entusiasmo i suoi futuri progetti, ed era un piacere ascoltarlo; l’avevo già incontrato nel suo studio, ma così ho avuto la conferma che, incontrando Ligustro, non si incontra soltanto un grande artista, ma anche colui che con sapienza e saggezza trasmette cultura, gioia, speranza, bellezza, insomma ci si trova davanti all’incarnazione delle sue opere.
Vorrei concludere con una breve riflessione su quanto, a mio avviso, emerge dal pensiero di Ligustro dopo alcuni incontri con lui.
Ligustro profondo analista di culture occidentali e orientali, oserei dire globali, mette in evidenza il più potente equilibrio in gestione al genere umano: “l’equilibrio della natura”, in quanto è la natura il riferimento delle nostre azioni e delle nostre scelte, è la natura, e non l’uomo, che ha determinato le leggi della nostra vita, semmai l’uomo scopre quelle leggi e sceglie le regole per utilizzarle. E’ la natura la grande regista della nostra vita.
Così Ligustro ci suggerisce una cultura legata alle leggi della natura come unica fonte di salvezza del mondo.
Ligustro si spegne serenamente l'11 dicembre 2015, circondato dall'affetto dei suoi cari e dei molti amici: dal suo amato Giappone, racchiuso nel piccolo studio di Imperia Oneglia, Ligustro lascia straordinarie idee da intuire e fantastiche opere da ammirare.
Un ligure illustre, nato ad Oneglia (oggi Imperia) di cui dobbiamo essere fieri ed onorati e visitare la sala a lui dedicata presso la Biblioteca Civica Leonardo Lagorio ad Imperia, è sicuramente un evento molto piacevole e stimolante.
Daniele Paltanin
Marcallo con Casone (Milano, Italia)
11 dicembre 2019
Per approfondimenti e curiosità su Ligustro, ecco qualche riferimento:
Biblioteca Civica Leonardo Lagorio di Imperia all'indirizzo seguente:
https://www.bibliotecalagorioimperia.it/?cat=16
si possono richiedere gratuitamente i 5 volumi CANTARENA, dedicati a Ligustro, all’indirizzo ligustro.italia(AT)gmail.com
L I G U S T R O - EVENTI PIU’ SIGNIFICATIVI
Ligustro ha esposto le sue opere in sedi prestigiose, sia in Italia che all'estero, donando il suo contributo artistico ed umano anche in convegni dai temi importanti:
- Museo Chiossone Genova
- Artistescontre la guerre et la violence et pour la paix
- Xylon Museum und Werkstatten Schwetzingen (Germania)
- Xylon Museum und Werkstatten Varsavia
- Xylon Museum und Werkstatten Parigi
- Check Point Charlie Berlino
- Castello Costa del Carretto Garlenda (Savona)
- Casa Liguria e Centro Culturale dell’Ambasciata Giapponese Bruxelles
- Direzione Cassa di Risparmio di Genova (Carige) Genova
- Città del Gusto (Sos Chef Giappone Gambero Rosso) Roma
- Lions Clubs International Roma / Imperia
- Sesta mostra internazionale ex libris Shanghai (Cina)
- Circolo Canottieri Lazio Roma
- Kunstmuseum Bayreuth (Germania)
- Scuola Pontificia Pio IX Roma
- Museo d'Arte Cinese ed Etnografico Parma
- EXPO 2015 - un’eccellenza italiana Milano
- Biblioteca civica Leonardo Lagorio Imperia
- Archivio Centrale dello Stato Roma
Si è svolta, in data 9 maggio 2015, presso la sala convegni della Biblioteca Civica Leonardo Lagorio di Imperia, con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone e della Fondazione Mario Novaro, l’apertura della sala dedicata al Maestro Giovanni Berio in arte LIGUSTRO quale traguardo successivo dopo l’importante e recente donazione (legni incisi, corrispondenza, calligrafie giapponesi, libri ed opere d’arte personali e di altri autori, l'archivio completo di una vita artistica) del Maestro alla Città di Imperia. La sala sarà fruibile pubblicamente, come punto di riferimento di eccellenza, per consultare tutto il materiale donato per approfondimenti personali ed eventi divulgativi.
VOLUME 1, VOLUME 2
LA VIOLENZA SULLE DONNE IERI E OGGI
UNA RISPOSTA CON LA LUCE DI LIGUSTRO
…cerchiamo di non dare l'immagine del nulla
spesso colorata d'oro…
Ammirando e studiando le raffinate stampe del Maestro Ligustro, realizzate su pregiate carte giapponesi con l’antichissima tecnica Nishiki-e (stampa di broccato) in auge nel periodo Edo (1603 – 1898) in Giappone, si rimane colpiti da un'inesauribile fantasia creativa, dall'ampiezza e complessità delle tecniche affrontate e risolte con insuperabile maestria, dall’incantevole ed affascinante policromia mediante impiego e foglia d'oro, palladio, argento, polvere di mica, di lacca e di perle, e da impareggiabili effetti di rilievo.
Inoltre, in tutte le preziose opere, si possono notare i principali temi della produzione artistica del Maestro Ligustro quali la profondità, la luce, la bellezza femminile, la vita, la felicità, l'amicizia, la famiglia e la sua armonia, l'educazione, la cultura, la natura ed un mondo migliore.
Approfondendo l’ampia cultura Giapponese, sono stato colpito da come la donna del tempo, periodo Kamakura - 1200, fosse indirizzata verso un’elevata istruzione. La loro educazione consisteva nello studiare musica, poesia, fiori, danza, essere una nobile conversatrice, nonché conoscere tutte le regole sociali ma rimanere nell’ombra quanto necessario. Venivano istruite nelle diverse arti marziali. Ciò che le distingueva era il senso estetico. Ciò è ben descritto in molti testi; posso citarne uno abbastanza recente che si intitola: LA STRUTTURA DELL’IKI di Kuki Shuzo (Adelphi). Per realizzare la mia incisione Nishiki-e Bijin (Donna bella), mi sono ispirato alle opere (incisioni) realizzate dagli artisti della scuola KAIGETSUDO affascinato dalla raffinatezza dei colori, dalla forma del Kimono, nonché dal regale comportamento IKI della dama.
Ligustro dal suo amato Giappone, racchiuso nel piccolo studio di Imperia Oneglia, ha lasciato straordinarie idee da intuire e fantastiche opere da ammirare.
In diverse occasioni Ligustro, con le sue stampe, i surimono, gli e-goyomi, i mitate, gli ex libris, gli haiku e con il kaimei (cambio di nome) ha contribuito a rafforzare i legami tra Italia e Giappone
PER RICEVERE I 2 VOLUMI GRATUITAMENTE O AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI SCRIVERE A:
ligustro.italia(AT)gmail.com
SALA DEDICATA AL MAESTRO LIGUSTRO PRESSO BIBLIOTECA CIVICA LEONARDO LAGORIO IMPERIA
In data 9 maggio 2015 si è svolta, presso la sala convegni della Biblioteca Civica Leonardo Lagorio di Imperia, con il patrocinio
della Fondazione Italia Giappone e della Fondazione Mario Novaro, l’apertura della sala dedicata al Maestro Giovanni Berio in
arte LIGUSTRO quale traguardo successivo dopo l’importante donazione (legni incisi, corrispondenza, calligrafie giapponesi,
libri ed opere d’arte personali e di altri autori, l'archivio completo di una vita artistica) del Maestro alla Città di Imperia. La sala è
fruibile pubblicamente, come punto di riferimento di eccellenza, per consultare tutto il materiale donato per approfondimenti
personali ed eventi divulgativi.
TITOLO: Stampa libro I fantastici 8 immortali 1 LI TIE GUAI
Il mendicante zoppo
Questa stampa fa parte del libro I fantastici 8 immortali in 5 tirature che ha richiesti 452 giorni per la realizzazione; 234 legni incisi da cm 30 x cm 23 e 8 legni incisi da cm 37 x cm 25, 1 legno inciso per la stampa dei sigilli per un totale di 16,38 mq., 1077 cliché. Le 5 copertine sono state realizzate a in pelle di capretto per un totale di 0,67 mq. L’opera è composta da 9 stampe a colori: 8 per gli immortali e 1 per la copertina.
Xilografia policroma a 90 colori, Anno 2001
Tirature: 5 con colori e carte diverse
Tecniche impiegate in uso nel periodo EDO in Giappone:
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Nishiki-E |
Dipinti broccato, termine con il quale si prese ad indicare le xilografie policrome diffusesi a partire dal 1765 (incisioni su legno di pero o di ciliegio). |
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Bokashi |
Stampa a colori sfumati |
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Gindei |
Impiego di polvere d’argento per dare rilievo a particolari finemente ricavati nella stampa. |
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Gin-Sunago |
Scaglie e polvere d’argento cosparso sulla superficie al fine di ottenere effetti di luminosità su particolari cliché in modo da ricavare stampe perfettamente simili. |
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Karazuri |
Stampa con parti realizzate con la sola pressione, senza colore, per ottenere il rilievo ed effetti tridimensionali. |
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Kimekomi |
Stampa con effetto inverso del “karazuri” e con effetto di incisione, avvallamento. |
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Kindei |
Colore dato da polvere d’oro per coprire minime parti della superficie della stampa con motivi decorativi. |
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Kinpaku |
Impiego di foglia d’oro al fine di ricoprire superfici anche estese sulla stampa. |
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Kin-Sunago |
Scaglie e polvere d’oro cosparso sulla superficie al fine di ottenere effetti di luminosità su particolari cliché in modo da ricavare stampe perfettamente simili. |
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Kirazuri |
Stampa a mica consistente nell’applicare particelle di polvere di perla e mica al fine di ottenere effetto argentato e brillante. Per la stampa dell’oro e argento. |
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Mokkotsu |
Tipo di pittura o di stampa di tradizione cinese che consiste nel rappresentare le figure senza contorni. |
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Sabi-Bori |
Metodo di incisione per ottenere nella stampa della calligrafia Giapponese l’effetto del pennello. |
Legno: Le incisioni per i contorni e per i cliché sono state eseguite su legno di ciliegio (Sakura)
Carta a mano Giapponese: 2 tirature Hodomura 110 gr. per un tot 4,8 mq
Seta Cinese : 3 tirature Kohonzuri 60 gr. per un tot 5,76 mq
Misura della stampa: cm. 36 x cm 24
Sigilli in cinabro cinese:
Firma: Sigillo in basso a sinistra LIGUSTRO
Estratto dal pregiato libro I fantastici 8 immortali
per avere informazioni sulle foto delle stampe e sul pregiato libro contattare ligustro.italia(AT)gmail.com
visitare anche la sala LIGUSTRO presso la Biblioteca Civica Leonardo Lagorio di Imperia.
Stampa libro I fantastici 8 immortali 1 LI TIE GUAI Il mendicante zoppo
Stampa libro I fantastici 8 immortali 2 LU DONG BIN Il nobile dalla spada magica
Stampa libro I fantastici 8 immortali 3 HAN ZHONG LI L’uomo del ventaglio
Stampa libro I fantastici 8 immortali 4 ZHANG GUO LAO Il vecchio del mulo bianco
Stampa libro I fantastici 8 immortali 5 CAO GUO JIU Il fratello dell’imperatrice
Stampa libro I fantastici 8 immortali 6 LAN CAI HE Il giovane effeminato
Stampa libro I fantastici 8 immortali 7 HE XIAN GU La cenerentola cinese
Stampa libro I fantastici 8 immortali 8 HAN XIANG ZI Il giovane artista e letterato
IL MENDICANTE ZOPPO
LI TIE GUAI (1) (in lingua cantonese Li T'ieh Kuai)
Simbolo: la zucca-bottiglia, talvolta anche la gruccia
Animali: cervo, pipistrello, granchio
Associato all'arte medica, agli esorcisti, alle farmacie
Difensore dei diritti dei poveri, dei bisognosi, degli oppressi
Otto Diagrammi: per il suo temperamento ardente è collocato nel trigramma che indica la direzione Sud (Qian) che rappresenta il Cielo, l'Estate, il Meriggio. Per i cinesi il Sud, e non il Nord, è il punto cardinale più importante, quello benefico.
NOTA:
Pregiato libro I FANTASTICI 8 IMMORTALI
Per la copertina, visto che intendevo fare un’opera di straordinaria bellezza, ho contattato numerose ditte di pelli di Firenze e ho trovato un tipo di pelle pregiata molto scura per poter avere, dopo molte sperimentazioni, effetti particolari. Ho potuto mettere in pratica, finalmente, una nuova tecnica per la stampa della foglia d’oro sia per i caratteri che per il sole e per la mano ho utilizzato una particolare tecnica per far aderire il colore e la polvere di perla. La calligrafia fatta con inchiostro rosso laccato e con tecniche particolari per farlo aderire alla pelle, mentre il bordo è in foglia di palladio.
Il pregiato libro è rilegato in modalità giapponese.
Molto lunga e complessa è stata la creazione di un perfetto sinergismo tra gli antichi racconti cinesi degli otto immortali del Taoismo, di cui il dott. Edoardo Fazzioli mi erudiva nei vari dettagli, e i miei disegni.
In tutte le stampe il drago, con colori diversi, è sempre presente per far riferimento alla storia della Cina, dove rappresenta un motivo importante. I sigilli rappresentati sono le firme di Hua Yu Hua (nome cinese del sinologo Edoardo Fazzioli, autore dei testi ricavati da racconti cinesi con loro traslitterazione e traduzione in pinin), Eileen Chan Mei Ling (sua moglie, che insegna presso il liceo a Shangai e che ha disegnato gli ideogrammi con i nomi de I FANTASTICI 8 IMMORTALI), Li Ju (nome cinese di LIGUSTRO e nome d’arte di Giovanni Berio, creatore dei soggetti e realizzatore delle relative xilografie a colori, stampate secondo l’antica tecnica giapponese Nishiki-e, perfezionata da Ligustro).
Dell’opera sono state eseguite 5 tirature, con la copertina di cuoio, che hanno richiesto 452 giorni per la realizzazione, 234 legni incisi da cm 30 x cm 23 e 8 legni incisi da cm 37 x cm 25, 1 legno inciso per la stampa dei sigilli per un totale di 16,38 mq., con 1077 cliché. Le 5 copertine sono state realizzate in pelle di capretto per un totale di 0,67 mq. L’opera è composta da 9 stampe a colori: 8 per gli immortali e 1 per la copertina.
2 tirature su carta a mano giapponese Hodomura 110 gr. per un totale di 4,8 mq
3 tirature, stampa molto complessa, su seta cinese Hohonzuri 60 gr. per un totale di 5,76 mq
5 tirature con copertina su pelle di capretto per un totale di 0,67 mq
Nel libro si parla in modo molto dettagliato ed erudito della vita e delle opere degli 8 immortali del taoismo compreso, ad esempio, Il Cielo Primordiale secondo Fu Xi…
L’Yi Jing (Libro delle mutazioni) è considerato il libro cinese più antico. Contiene gli otto trigrammi. L’inventore del “primo libro di oracoli” è il mitico re Fu Xi, l’idea venne poi perfezionata da Shen Nong, altro leggendario re. Costui, abbinando gli otto trigrammi, ne trasse i 64 che sono gli elementi per ricavare l’oracolo. L’Yi Jing era uno dei cinque testi classici da portare agli esami imperiali. Gli otto simboli vennero poi abbinati agli otto immortali e alle loro magie nel combattere i demoni. L’abbinamento evidenzia il carattere, l’azione e i mezzi, la relazione locale dell’immortale, come si può vedere dal disegno.
LE RELAZIONI TRA GLI 8 TRIGRAMMI E GLI 8 IMMORTALI…I trigrammi sono una serie di tre linee che combinando la linea spezzata con la linea intera formano 64 combinazioni. La linea intera (Yang Yao) e la spezzata (Yin Yao) sono due forze complementari la cui azione e unione determina la vita e la morte. L’elemento maschile e femminile…Lo Yang è positivo, attivo, caldo, forte. Maschile. Lo Yin è negativo, passivo, freddo, debole, femminile. I due principi non sono antagonisti, ma complementari. La tavola indica le relazioni e ne trae le caratteristiche, le tendenze, la natura degli Otto Immortali.
L’umana avventura di un artista
di Carla Aiuti
Professoressa, poetessa e scrittrice, pubblicazione dedicata al famoso incisore imperiese Ligustro Berio
" --- Ai miei figli, Annalisa, Francesco e Giuseppe"
Al numero 13 di via Des Geneys si apre la bottega di Ligustro, Giovanni Berio, che ha fatto rivivere l'antica arte giapponese dell'incisione, apportandovi l'impronta della sua originalità. L'ambiente è costituito da un'unica stanza piccolissima, quasi un bugigattolo, ma riesce misteriosamente a contenere numerosi visitatori ed amici comodamente seduti sulle vecchie sedie che l'artista, con gesto da prestigiatore, sembra trarre all'improvviso dalle pareti.
Specialmente d'estate, entrando in questo singolarissimo atelier da via Des Geneys assolata e percorsa da traffico intensissimo, in fuga da motorini "smarmittati" e da automobili che piombano troppo veloci sui passaggi pedonali, si ha l'impressione di trovarsi in un'altra dimensione. "Salto nell'iperspazio!", direbbero a questo punto in un film di fantascienza, e dallo schermo della nave spaziale scomparirebbero terrificanti piogge di meteoriti o i feroci nemici degli eroi di turno.
"Salto nell'iperspazio!", ed eccoci qui, in una semioscurità che sa di polvere e di altri mille odori non immediatamente definibili. Appena gli occhi emergono dal verde-acquario che succede al bagliore del sole intravedono luccichii alle pareti: iridiscenze sontuose di ali di farfalle o di squame di pesci brillano sulle stampe appese a decine come panni stesi ad asciugare.
Dopo il primo impatto questo microcosmo fiabesco assume tuttavia connotazioni più quotidiane; la disposizione degli oggetti, alcuni odori che riconosciamo come familiari, innumerevoli scatoloni di cartone impilati con cura e recanti vistose scritte, danno la sensazione di trovarci in una di quelle mercerie di campagna d'altri tempi, che nelle vetrine polverose esponevano vecchi bottoni ed imparaticci di ricami.
Al centro della stanza, davanti ad un tavolo da lavoro ingombro di legni già incisi o ancora da incidere, Ligustro è perennemente intento ad operazioni che lasciano ammirati e stupefatti, come quando lo si trova occupato a "macinare" in scaglie sottilissime conchiglie dai bagliori di madreperla, bianche, sottili e perfettamente rotonde come ostie, o quando stende lucenti colori di seta, specialmente azzurri e verdi di singolare intensità.
Coloro che gli fanno visita per la prima volta, sovente lo tempestano di interrogativi sulla provenienza dei materiali impiegati e sulle tecniche usate, ma l'artista elude le domande con signorile civetteria. Solo gli amici di lunga data conoscono i segreti dei colori, di certe delicate sfumature e di alcune tecniche da lui inventate, ma non li rivelano per lealtà e per il sottile piacere di sentirsi appartenenti ad una conventicola di iniziati, di "eletti".
Questa reticenza è un tratto aristocratico del carattere di Berio, schivo, modesto e solitamente molto disponibile. Infatti, quando si rende conto che il suo interlocutore non è un turista distratto, occasionalmente attratto dall'esotico, qualunque sia la sua preparazione culturale, riesce a spiegargli in termini molto chiari e semplici la concezione che sta alla base della xilografia e le tecniche necessarie per realizzarla, con entusiasmo incontenibile e travolgente. Un comune amico, Stefano Delfino, responsabile della redazione di Imperia del quotidiano "La Stampa" affettuosamente così lo descrive: ..Ha l'aspetto di un saggio approdato qui dal sol levante, Ligustro, e sentirlo parlare sprigiona un fascino antico, conquista l'interlocutore con il suo infantile, contagioso entusiasmo, e quasi lo stordisce con le citazioni che zampillano da una materia profondamente assimilata e aiutano a penetrare il segreto. Come non restare sedotti? Incontrare questo fanciullo cresciuto è come frequentare un corso universitario: è considerato, e a ragione, uno dei massimi esperti europei della xilografia policroma.
Il nostro artista firma adesso le sue opere col nome di Cho-Raku che in italiano suona come "colui che incide la gioia". Questo modo di autodefinirsi può stupire se si osservano dall'esterno gli avvenimenti più recenti della sua vita: la scomparsa della moglie e la malattia.
Ma proprio questo tormento del vivere contiene una disposizione costante: l'impegno quasi istintivo più che volontaristico, di andare avanti, di rimettersi in cammino, di continuare a testimoniare la bellezza in un riconquistato senso di armonia con l'universo.
Egli afferma che la sua pace interiore deriva soprattutto dalla meditazione sugli insegnamenti dello zen giapponese le cui caratteristiche sono costituite dalla leggerezza, dalla giocosità, da un'accettazione riconoscente della vita.
Il grande Van Gogh, uno degli artisti dell'impressionismo che furono maggiormente influenzati dalla Ukiyo-e, la pittura con le stampe che ne derivano, scrive in una lettera da Arles: "non è possibile studiare l'arte giapponese, credo, senza diventare molto più gai e felici...".
Ligustro afferma che queste parole, lette anni dopo i suoi primi esperimenti di incisione, lo hanno profondamente commosso e confortato nelle sue scelte.
Come Katsushika Hokusai (1760-1849), il grande vecchio che fu uno dei massimi artisti dell'Ukiyo-e, egli è un lavoratore instancabile che ha trovato il senso del rapporto dell'io con la realtà nel seguire il ritmo naturale delle cose e nel processo interminabile della creazione artistica. "Lavorare o perire", afferma categorico, "non ci sono alternative".
Lavorare è la parola che più frequentemente ricorre sulle sue labbra e su quelle degli ospiti più o meno illustri che frequentano il suo laboratorio. Qui passano o sono passati intellettuali di grande spessore umano e culturale come il compianto Nino Belgrano, ma nessuno ha mai adoperato parole altisonanti come "arte, messaggio", ecc. Al loro posto si usano vocaboli semplici: "difficoltà, soddisfazione, sperimentare". Non è possibile ottenere risultati eccellenti nella xilografia se non al prezzo di una diuturna ed incessante fatica che non lascia spazio per altri interessi e talvolta neanche per il riposo.
Quando l'alba è ancora grigia e livida, L’'Artista comincia già a preparare il lavoro della giornata, curvo in mezzo ad un ordinato caos di attrezzi artigianali, vecchi giocattoli, e di mille altri oggetti. A prima vista egli ci appare fragile: sembra una figurina di carta, pronta a volar via insieme alle sue splendide farfalle dalle ali screziate. Ma basta osservarlo per alcuni minuti mentre realizza i suoi capolavori, conversare un po' con lui, per rendersi conto che la fragilità è solo apparente. Dotato di una agilità da ragazzo e di una resistenza fisica straordinaria, egli possiede il dono di mani ferme, che gli consentono di evitare sbavature o altre imperfezioni durante il laborioso processo di incisione. Per quanto riguarda il carattere, si percepisce immediatamente che ci troviamo di fronte ad una personalità d'eccezione, di grande libertà interiore, di sottile arguzia e giocosità che gli derivano in parte dai suoi percorsi spirituali. Quando è sul punto di fare un'annotazione divertente o sarcastica, un lampo di malizia gli si accende in fondo agli occhi, e il sorriso mite, anziché sminuirne l'effetto, lo potenzia.
Una delle sue battute ha come oggetto la gente che appare impermeabile a tutto: alla bellezza, alla generosità, alla più banale curiosità. "Poveretti !" Afferma" “sono morti e non lo sanno ! Qualcuno dovrebbe avvisarli !". Ogni tanto qualche visitatore chiede con insistenza di essere accettato come "discepolo", ma Ligustro scuote la testa con malinconia, perché, avendo settantaquattro anni, teme di non fare in tempo a trasmettere i segreti dell'arte che è la sua ragione di vita.
L'Artista, nel millenovecentosettantadue, giunto alla soglia della maturità, nonostante l'affettuosa sollecitudine dei familiari, si trovò ad attraversare un deserto d'angoscia e di solitudine. Un vento affocato gli spazzava l'anima, trascinando via pensieri e sentimenti.
La vita sembrava essere rimasta altrove, dietro un limpido cristallo attraverso il quale non giungeva nessuna eco di quel mondo che lo aveva visto protagonista. Un periodo buio, una fase dell'esistenza in cui affiorano gli eterni interrogativi che l'uomo si pone, sin dall'adolescenza, sul suo destino ultimo. Il metro usato per valutare precedentemente gli eventi, non serve più, occorre trovarne uno nuovo, reinventarsi la vita. Ligustro c'è riuscito, al punto che il suo io di ieri gli è estraneo ed egli lo ricorda più con fastidio che con tenerezza. Del Giovanni Berio antecedente alla scoperta dell'arte e della filosofia nipponica, parla poco volentieri e lo fa solo per motivi affettivi, per ricordare persone care scomparse, come la moglie, il padre, lo zio prelato che gli insegnava il latino e l'Oneglia dei suoi anni verdi. L'incontro col mondo giapponese, che ha prodotto in Lui un mutamento radicale, fu del tutto casuale, come lo è sovente ogni avvenimento veramente importante della nostra esistenza.
Prima di quel fatidico millenovecentosettantadue, non aveva provato alcun vero interesse per la cultura del Sol Levante, infatti egli non apparteneva a quella schiera di intellettuali presi dalla magia di "Ex Oriente lux".
Uomo solido, un po' scettico, lavora per molti anni nel campo dell'industria olearia, e ci appare come un figlio della sua terra. Ma c’è un'altra Liguria che è stata nei secoli madre di marinai avventurosi e di inguaribili sognatori che hanno percorso rotte immaginarie inseguendo il miraggio dell'isola che non c'è.
Questo lato della personalità del Maestro affiora nella maturità alla superficie dell'io e lo trae dall'ombra di morte in cui viveva. Da questo momento egli inizia la ricerca del mezzo più adatto ad esprimere la nuova realtà in cui si sente immerso.
Dapprima si interessa alla pittura ad olio, poi passa al pastello, che lo condurrà allo studio attento di una grande quantità di tipi di carta. Le carte giapponesi, realizzate a mano, soprattutto quelle preziose del tipo hosho, esercitano subito un fascino irresistibile su di lui e suscitano un interesse per la xilografia di cui diverrà il più grande esperto europeo, ritrovando la pace interiore nel seguire il ritmo naturale delle cose, secondo i dettami della filosofia Zen. Dalle sue mani fioriscono prodigiosamente bellissime nishiki-e (stampe-broccato) le quali comparvero intorno al millesettecento e si diffusero sino al tardo ottocento. E' proprio il caso di dire "prodigiosamente", infatti Ligustro ha dovuto reinventare i laboriosi processi di queste xilografie policrome, poiché non c'è più nessuno in grado di insegnarne le tecniche i cui segreti sono stati tramandati oralmente di padre in figlio, perciò non esiste quasi niente di scritto. Con il lavoro quotidiano, grazie anche ad alcune innovazioni tecniche di alcune delle quali solo lui conserva il segreto, egli ha fatto rivivere questa antica arte dimenticata, apponendovi il sigillo della sua personalità. E' riuscito a snellire il procedimento lungo e complicatissimo delle nishiki-e riducendo lo spessore della matrice, incollando le tavolette di legno di ciliegio e di pero su un blocco di truciolato. Per realizzare la stampa colloca il foglio sulla matrice inchiostrata, esercitando una pressione con il "baren", un tampone di corda che fabbrica egli stesso. Nell'inchiostratura usa pennelli di diverse dimensioni, e, per superfici più estese, il rullo. Restano comunque lunghissimi i tempi per la realizzazione, infatti per completare una stampa, occorrono talvolta duecento legni incisi e altrettante passate di colore. Si tratta di un lavoro estremamente complesso che, grazie ad una sorprendente abilità, l’Artista svolge da solo in ogni sua fase.
Personalità così eclettiche, capaci di ottenere risultati sorprendenti, di commovente bellezza, erano rare anche tra gli artisti nipponici che generalmente lavoravano in équipe e l'opera nasceva da una collaborazione tra varie persone, appartenenti talvolta a diversi laboratori. Ligustro irrompe nel solco della tradizione portando una ventata innovatrice, soprattutto nella combinazione di disegno e colore.
L'ampia gamma cromatica ha tonalità brillanti, intense, sconosciute non solo agli antichi maestri incisori del Sol Levante, ma anche agli artisti contemporanei. Sono i meravigliosi colori che l`Artista è riuscito ad ottenere, dopo vari esperimenti, dalla combinazione di materiali che vanno dai più comuni ai più rari.
Un esperto giapponese di Ukiyo-e, il professor Fukuda Kazuhiko, si è così pronunciato: "Nelle xilografie di Ligustro non vi è la poetica amante delle tinte sobrie e del senso della natura alla maniera nipponica . I colori sono invece oltremodo limpidi, vivaci, brillanti: una vera sarabanda cromatica di luce e colore mediterranei. Le goffrature in rilievo, le sfoglie d'oro e d'argento non hanno i toni delle "stampe di broccato": hanno la beltà degli arazzi alla Gobelin, densi e sontuosi. Così l'incisione su legno, che ha varcato i confini (del Giappone), lo spazio ed il tempo, ha ricevuto ora, dalla mano di Ligustro, un soffio vitale artistico di magnificenza barocca.
(...) Diverse per concezione dalle xilografie giapponesi, esse gettano un novello bagliore sulla moderna incisione e sono nel contempo il prodotto di un mirabile poeta".
A questa splendida cromaticità l'Artista unisce una grande libertà ed originalità compositiva derivante da una formazione che, per quanto potentemente influenzata dalla filosofia Zen e dall'arte cinese e giapponese, è pur sempre quella di un occidentale. E' sufficiente osservare l'iconografia usata e il repertorio visivo per comprendere che l’ Autore di tanti sorprendenti capolavori trae ispirazione dal suo vissuto di uomo nato e cresciuto sulle rive del Mediterraneo. Mescolati all'argento di notturni incantati, ai riflessi bronzei delle ali di filigrana delle farfalle, il porpora dei tramonti o l'azzurrino di splendenti mattine d'estate suscitano un'impressione di dimestichezza in chi abita in questa città; l’ osservatore attento sorride, il riferimento è immediato: alcuni colori sono senza dubbio quelli che sin da bambino ha potuto osservare passeggiando sul molo.
All'interno della sua vasta produzione Ligustro rivela un grande talento ed un eccezionale virtuosismo tecnico anche in un genere denominato "Surimono" che divenne molto di moda intorno alla seconda metà del Settecento.
Erano stampe di piccolo formato, una specie di biglietti di auguri, di rallegramenti, ecc. che, a differenza dei nostri, erano opere di raffinata eleganza e di indubbio valore artistico. Venivano inviate ad un numero limitato di persone che ritenevano di aver ricevuto un altissimo onore. Per esempio, un invito ad un matrimonio era un pubblico attestato di stima che rinsaldava per la vita un legame di amicizia.
Vista la loro importanza i Surimono venivano stampati su carte particolarmente preziose, arricchite di goffrature e polvere di mica, sovente realizzati su ordinazione da grandi maestri del momento.
Essi costituiscono un esempio della rigorosa unità stilistica con cui gli artisti giapponesi saldavano tra loro elementi di pittura e di letteratura.
L'Artista, che si autodefinisce xilopoetografo, raggiunge il più alto livello di perfezione formale e di ispirazione poetica in queste tipiche espressioni della tradizione nipponica come gli Haiku-Kioka, xilografie policrome unite a poesie ricche di simbolismo in cui verso e immagine sono legati intimamente.
Ma la più evidente testimonianza di come tutta una concezione estetica possa riflettersi unitariamente in un'unica opera è data dalla "Haiga", un genere specifico che integra tra loro in modo organico arti figurative, letteratura e arti applicate . Essa allinea su un lato del rotolo bianco gli Haiku, che sovente commentano il tema del dipinto poi corredato da saggi calligrafici di estrema finezza.
Il fascino esercitato su Ligustro da queste forme d'arte in cui, come abbiamo visto precedentemente, egli riesce ad ottenere risultati particolarmente pregevoli, lo ha spinto a cimentarsi nella composizione di poesie in forma di Haiku.
L'Haiku, chiuso in una formula metrica obbligata di tre versi e diciassette sillabe, rivela chiaramente il dato centrale della cultura giapponese: un' estetica della pittura strettamente congiunta con un'estetica filosofico-letteraria ed una poetica. Il nesso tra le varie forme di espressione è dato dalla predilezione del gusto nipponico per tutto ciò che è indefinito, "non detto", transeunte, effimero, volto a suscitare emozioni. E' evidente il parallelismo con la xilografia, perché anch'essa suggerisce piuttosto che rivelare, non guarda alla bellezza dell'immagine, ma alle sue risonanze.
Ligustro, nonostante abbia assorbito in profondità il concetto ispiratore che costituisce l'essenza dello Haiku e ne riproduca esattamente la forma metrica e il linguaggio, riesce a non creare imitazioni. Anche attraverso la rigida codificazione di questo tipo di composizione emerge la sua personalità in versi delicati , di struggente bellezza. Eccone alcuni esempi: "Gioia degli incontri, i colori già vedo dell'autunno."
"Profondo agitarsi dei rami di salice, la tua mano.
"Ho inciso fiori su legno di ciliegio, il profumo è quello dell'amore".
"Campi Falciati, il ragno tende la tela sull'unico fiore".
Con queste immagini di effimere, gentile bellezze, si conclude il viaggio intorno a Ligustro.
Nonostante il comprensibile entusiasmo provocato dalla notizia che il prestigioso museo d'arte orientale "E. Chiossone" ha aperto le sue porte all'artista, qui, in via Des Geneys, la vita continua con i riti e i ritmi di sempre nella piccola comunità composta da amici e collaboratori.
Tra i più assidui troviamo personaggi dalla gestualità aggraziata e dalla cortesia deliziosamente cerimoniosa, gli amici nipponici: la signora Jimbo-Keiko, straordinaria calligrafa, che traduce gli Haiku composti dall'artista dall'italiano in giapponese e la cui cultura è di sostegno al suo lavoro. Yoko-Uchida, giornalista, trasferitasi da poco tempo ad Imperia, la quale ha in progetto il trasferimento a Tokyo della mostra che si terrà prima a Genova, al museo "E. Chiossone" e ad Imperia al Centro Culturale Polivalente. L'opera a cui Ligustro sta lavorando in questo momento è un libro composto di stampe che illustrano dodici Haiku di Bashō.
La quinta stampa che sta per essere completata, trae ispirazione dai famosi versi: "Nel vecchio stagno si tuffa una rana, risveglio dell'acqua".
"Devo ultimarla velocemente": risponde il maestro con un sorriso indecifrabile a chi gli rimprovera la sua attività febbrile, "Altrimenti il tuffo della rana farà volar via le farfalle".
Magia dell'arte! I riflessi azzurri, verdi, oro, fanno palpitare innumerevoli ali di farfalle che sembrano sul punto di uscire prepotentemente dalle carte preziose in cui sono incise.
Un fremito di vita, un palpitare silenzioso sembra trascorrere come un brivido da un'incisione all'altra.
Congediamoci così, con un sogno, da un creatore di sogni.
Carla Aiuti
Imperia Oneglia 1997
Breve nota su Jack Hillier
Jack Hillier può essere considerato uno dei maggiori esperti al mondo di Arte giapponese. Scrittore assai prolifico, i suoi lavori vennero apprezzati sia dai nuovi collezionisti, sia dai più esperti cultori dell'arte. Il suo primo libro, Japanese masters of the colour print, resta a tutt'oggi una delle più pregevoli introduzioni alla materia in lingua inglese. Ha pubblicato in tutto il mondo numerosi libri, cataloghi e articoli sui vari aspetti della stampa tramite incisione su legno; ha passato la maggior parte della sua vita ad approfondire lo studio dell'arte dei libri illustrati giapponesi, arrivando a collezionare una vasta e ampia raccolta di essi, ora ospitata al British Museum di Londra. Questo suo lavoro è considerato un'opera che deve essere inclusa nella libreria di ogni collezionista. Molti esperti si sono avvalsi dell'aiuto di Hillier per formare le loro raccolte di stampe e libri giapponesi, non ultimo il miliardario americano Chester Beatty, che, grazie alla consulenza di Hillier ha costruito la collezione ora ospitata a Dublino nella “Chester Beatty Library”. In poco tempo è diventato punto di riferimento per i collezionisti di tutto il mondo. Negli ultimi anni Jack Hillier ha prodotto i cataloghi definitivi per le collezioni di grandi estimatori dell'arte giapponese quali Henry Joly, proprietario della maggior collezione di opere giapponesi al mondo, Henri Vever, Richard Gale (su commissione dell'Istituto delle Arti di Minneapolis) e Ralph Harari, oltre ad innumerevoli cataloghi per altri musei ed esposizioni nel resto del mondo. Hillier è divenuto il maggior conoscitore occidentale della materia, così come è diventato un acquerellista e intagliatore di ottimo talento.
Negli ultimi anni della sua vita, Hillier ha intrattenuto una fitta corrispondenza con Ligustro, della quale, di seguito, sono riportate alcune considerazioni sulle Opere dell'Artista espresse dallo studioso inglese.
- Lettera del 10 luglio 1987
"La tua stampa è cosi incantevole, cosi squisitamente intagliata e stampata, che penso di non avere nulla da insegnarti...
A giudicare dalla stampa che mi hai mandato, non hai bisogno di ulteriore istruzione...
Penso che tu disponga di tutte le tecniche necessarie per il tipo di stampa riccamente ornato che il `surimono' richiede".
- Lettera del 8 settembre 1987
"(Le stampe) sono molto cariche di simbolismo, e richiamano il `surimono' giapponese, una volta di più, nella compenetrazione fra la parte poetica e i motivi pittorici.
...non mi hai spiegato una cosa: come ottieni un cosi perfetto allineamento dei blocchi (di legno)?
Ancora, come raggiungi una cosi meravigliosa fusione dei colori come, ad esempio, nello sfondo di 'Agosto' e nel cielo di 'Luglio'?
Essi paiono essere il risultato di un modo di stampare incredibilmente sofisticato".
- Lettera del 23 dicembre 1987
"La stampa 'Natale' è un altro intenso sforzo tecnico...
Apprezzo particolarmente la coda della cometa di Halley che il topo ha rosicchiato".
- Lettera del 19 gennaio 1988
“Il tuo dono è un capolavoro, frutto di un intenso sforzo tecnico.
Devo congratularmi con te per la calligrafia del testo poetico (haiku), eccellente e leggibile".
- Lettera del 9 aprile 1988
"Il ‘tanzaku’ dei corvi neri nella neve è la tua trasposizione della stampa di Seitei, come una trasposizione di Liszt d'un lied di Schubert.
Apprezzo la perizia delle tre prove separate de 'Alba e fiori di pruno, e non riesco ancora a comprendere come tu abbia raggiunto una tale abilità nell'intaglio dei blocchi...
Non conosco alcun altro Artista occidentale che possa rivaleggiare a tal punto con i giapponesi in questo particolare campo".
- Lettera del 24 settembre 1988
'...un vario assortimento di `hashira-e' ‘shikishi’, che mostrano a tutti le tue tecniche sorprendenti.
È sbalorditivo che tu, un italiano, abbia dovuto produrre uno shikishi accompagnato da un 'haiku'. Tuttavia il risultato è assai armonioso e toccante".
- Lettera del 10 luglio 1989
"E delizioso trovare il motivo di `Hotei a cavallo di un asino' che ritorna di volta in volta...
Esso è molto efficace sulla marezzatura (effetto marmoreo) della carta decorativa, un altro trionfo della tua tecnica.
I due `hashirakake' sono eccezionali imprese di stampa. ...le stampe d'un artista che è come la reincarnazione d'un disegnatore di `surimono' del diciannovesimo secolo, ma che, a differenza del suo 'antenato' giapponese, intaglia i blocchi e li stampa".
- Lettera del 21 marzo 1990
"L' 'e-goyomi' per l'anno dei cavalli è una delle tue stampe più riuscite...la colorazione è squisita, e mi ricorda certe miniature islamiche".
- Lettera del 4 agosto 1993
"È affascinante vedere il tuo personale trattamento della poesia erotica: penso che la base dei tuoi disegni sia lo `shunga' di Hokusai, e tuttavia i tuoi ornamenti sono del tutto originali, e creano un genere interamente nuovo".
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