COMUNICATO DEL MUSEO CHIOSSONE 

 

15 4 2026

Si è da poco conclusa la mostra "Ligustro: gioia di vivere. Stampe giapponesi di un artista ligure" attraverso un’ occasione speciale di approfondimento, proprio in occasione del finissage, che ha permesso  di conoscere meglio Ligustro, non solo come artista, ma anche personalmente, come maestro, narrato dai suoi tre allievi che ne hanno raccolto l'eredità artistica:

Fulvio Ioan, Maria Nella Ponte (Hellory) e Stefania Semolini (Edhéra).

Gli artisti hanno condiviso una testimonianza diretta dell'arte appresa da Ligustro, la xilografia, anche attraverso piccole dimostrazioni, utili a comprendere la straordinarietà tecnica delle opere del Maestro e delle tradizionali stampe giapponesi che lo ispirarono. 

Giovanni Berio (1924-2015), in arte Ligustro, è stato un artista riconosciuto a livello internazionale come eccellenza italiana e custode della xilografia policroma giapponese.

In mostra le sue opere sono state affiancate ai capolavori della collezione Chiossone di Hiroshige, Hokusai, Utamaro e Kaigetsudo Ando: un dialogo straordinario tra l’artista ligure e i grandi incisori giapponesi del Periodo Edo.

Il Maestro aveva un profondo legame con la città di Genova, in particolare con il Museo stesso, di cui ben conosceva la preziosità della collezione di stampe xilografiche. Fu proprio qui che egli approfondì lo studio delle opere dei grandi incisori del Periodo Edo. Al Museo Chiossone volle donare diversi surimono, stampe e due libri che sono stati esposti in mostra: l'album Palloncini, un'opera composta da venti xilopoetografie policrome, e il libro 12 haiku di Matsuo Bashò, tiratura unica, appositamente realizzata per il Museo. Le sue opere , perfettamente in linea con la missione del museo e con lo stile collezionistico del fondatore, dato che Edoardo Chiossone fu a sua volta un incisore ligure, amante dell’arte giapponese, impegnatosi nello studio e divulgazione della cultura giapponese. 

Nel decennale della sua scomparsa, un omaggio ad un artista che ha rappresentato un ponte culturale tra Italia e Giappone.

Si ringraziano i numerosi visitatori e gli eredi dell'artista nel supporto alla preparazione della mostra e nel prestito di opere appartenenti alla loro collezione privata.

 

 

 

 

PREMESSA: Il Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone è lieto di annunciare la nuova mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". L'inaugurazione, ad ingresso libero, si terrà il 18 dicembre 2025 alle ore 16:00, e l'esposizione sarà aperta al pubblico dal 19 dicembre 2025 all'8 marzo 2026, celebrando l'arte sublime del Maestro Giovanni Berio (1924–2015), in arte Ligustro, riconosciuto a livello internazionale come un'eccellenza italiana e un custode della xilografia policroma giapponese.

 

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Bentornati a Kabuki Spotlight! Oggi presentiamo un episodio un po' diverso dal solito, parleremo infatti della figura di Lindsay Kemp, a cui l'artista Ligustro dedica l'opera “Onnagata”. Nella nostra mostra “Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure” la stampa è in dialogo con due opere di Sharaku, artista giapponese specializzato nei ritratti di attori di kabuki. Nonostante la sua identità sia avvolta dal mistero, non si conosce infatti né il vero nome né la data di nascita o morte, la sua breve e intensa carriera, durata solo 10 mesi, manifesta una maturità e una tecnica paragonabili a quelle di artisti già affermati da anni. Le due stampe raffigurano proprio due onnagata, attori specializzati nei ruoli femminili. Lindsay Kemp (1938-2018) è stato un coreografo, ballerino, mimo, attore e regista. Un talento poliedrico che nella sua ricerca fonde danza e teatro, rendendolo uno dei protagonisti della scena della danza contemporanea. Nasce nel 1938 vicino a Liverpool e fin da bambino si trova a contatto con la cultura giapponese. Il padre, infatti, era un ufficiale di marina e dai sui viaggi aveva portato a casa costumi, kimono e ventagli per la sorella, tragicamente morta di meningite all'età di 5 anni. Da ragazzo è affascinato dal mondo del palcoscenico, ma la madre desidera per lui una carriera come quella del padre Norman, così lo iscrive ad un collegio militare, dove Kemp fatica ad adattarsi, anche per via della sua dichiarata omosessualità. Giovanissimo si trasferisce a Londra, dove studia alla scuola del noto Ballet Rambert, contro il volere della madre. Dopo un duro e variegato apprendistato in compagnie di danza, teatro, cabaret e musical, emerge chiaramente in Kemp il suo desiderio di affermare il proprio stile individuale, senza inserirsi in un contesto organizzato da altri. Nel 1962 fonda la sua compagnia teatrale, The Lindsay Kemp Dance Mime Company e nel 1968 esordisce con lo spettacolo che lo rende noto a livello mondiale, "Flowers. A pantomime for Jean Genet". Ha inizio allora per Kemp una lunga e fortunatissima carriera internazionale con spettacoli di grande effetto visivo e musicale. Le sue performance non convenzionali generano reazioni estreme tra il pubblico: acclamato dai progressisti e odiato dai conservatori.Nel 1991 nasce lo spettacolo “Onnagata”, un compendio della variegata poetica di Kemp che fa i conti con l'universo femminile e con l'Oriente, due dimensioni che lo affascinano da sempre e che tanta influenza hanno avuto sulle sue scelte artistiche. Ligustro dedica a Kemp quest'opera, che lo ritrae proprio nei costumi di scena di “Onnagata”, e gliene dona una copia. Sullo sfondo i versi in metrica giapponese recitano: Sei farfalla? Sei libellula? / Sei foglia soffiata dal vento? / Sei fantasma? Sei sospiro? / Sei stella caduta che al cielo risale? / Sei anima che veleggia? / Esisti come fiore o come poeta danzante? / Sei nuvola che corre? / È chi danza che fa cantare chi canta! Al fianco di Kemp, il ritratto dell'attore Segawa Kikunojō III nella parte di Oshizu, uno dei personaggi del dramma "Hana-ayame Bunroku Soga", dedicato a sostenere il marito Ishii Tanabe Bunzo in rovina finanziaria. L'attore è posto su uno sfondo riflettente dalle sfumature argentee, ottenuto grazie all'utilizzo della mica, polvere minerale di cui Sharaku era grande utilizzatore. Il volto porta i segni della fatica, i capelli sono acconciati con un pettine, una fascia viola (yamai hachimaki, 病鉢巻), comune nel kabuki per indicare la malattia, è legata attorno alla fronte con un nodo. Lo stemma dell'attore compare sulla spalla del kimono bianco, e corolle di crisantemo decorano una delle sottovesti alludendo al nome dell'interprete. L'abbigliamento sobrio e dimesso di Oshizu contribuisce a trasmettere la sventura e la miseria della famiglia. (A sinistra) Ligustro (1924–2015) Stampa Lindsay Kemp in Onnagata variante 3 (1992) Stampa xilografica policroma nishiki-e. Opera gentilmente concessa in prestito dagli ereditari. Esposto nella mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". La mostra " Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure” sarà visitabile fino all'8 marzo 2026. (A destra) Tōshūsai Sharaku (attivo 1794-1795) Ritratto a mezzo busto dell'attore Segawa Kikunojō III nella parte di Oshizu (1794) Stampa xilografica policroma nishiki-e. MC (S-194). Esposto nella mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". La mostra "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure" sarà visitabile fino all'8 marzo 2026.Sei farfalla? Sei libellula? / Sei foglia soffiata dal vento? / Sei fantasma? Sei sospiro? / Sei stella caduta che al cielo risale? / Sei anima che veleggia? / Esisti come fiore o come poeta danzante? / Sei nuvola che corre? / È chi danza che fa cantare chi canta! Al fianco di Kemp, il ritratto dell'attore Segawa Kikunojō III nella parte di Oshizu, uno dei personaggi del dramma "Hana-ayame Bunroku Soga", dedicato a sostenere il marito Ishii Tanabe Bunzo in rovina finanziaria. L'attore è posto su uno sfondo riflettente dalle sfumature argentee, ottenuto grazie all'utilizzo della mica, polvere minerale di cui Sharaku era grande utilizzatore. Il volto porta i segni della fatica, i capelli sono acconciati con un pettine, una fascia viola (yamai hachimaki, 病鉢巻), comune nel kabuki per indicare la malattia, è legata attorno alla fronte con un nodo. Lo stemma dell'attore compare sulla spalla del kimono bianco, e corolle di crisantemo decorano una delle sottovesti alludendo al nome dell'interprete. L'abbigliamento sobrio e dimesso di Oshizu contribuisce a trasmettere la sventura e la miseria della famiglia. (A sinistra) Ligustro (1924–2015) Stampa Lindsay Kemp in Onnagata variante 3 (1992) Stampa xilografica policroma nishiki-e. Opera gentilmente concessa in prestito dagli ereditari. Esposto nella mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". La mostra " Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure” sarà visitabile fino all'8 marzo 2026. (A destra) Tōshūsai Sharaku (attivo 1794-1795) Ritratto a mezzo busto dell'attore Segawa Kikunojō III nella parte di Oshizu (1794) Stampa xilografica policroma nishiki-e. MC (S-194). Esposto nella mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". La mostra "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure" sarà visitabile fino all'8 marzo 2026.Sei farfalla? Sei libellula? / Sei foglia soffiata dal vento? / Sei fantasma? Sei sospiro? / Sei stella caduta che al cielo risale? / Sei anima che veleggia? / Esisti come fiore o come poeta danzante? / Sei nuvola che corre? / È chi danza che fa cantare chi canta! Al fianco di Kemp, il ritratto dell'attore Segawa Kikunojō III nella parte di Oshizu, uno dei personaggi del dramma "Hana-ayame Bunroku Soga", dedicato a sostenere il marito Ishii Tanabe Bunzo in rovina finanziaria. L'attore è posto su uno sfondo riflettente dalle sfumature argentee, ottenuto grazie all'utilizzo della mica, polvere minerale di cui Sharaku era grande utilizzatore. Il volto porta i segni della fatica, i capelli sono acconciati con un pettine, una fascia viola (yamai hachimaki, 病鉢巻), comune nel kabuki per indicare la malattia, è legata attorno alla fronte con un nodo. Lo stemma dell'attore compare sulla spalla del kimono bianco, e corolle di crisantemo decorano una delle sottovesti alludendo al nome dell'interprete. L'abbigliamento sobrio e dimesso di Oshizu contribuisce a trasmettere la sventura e la miseria della famiglia. (A sinistra) Ligustro (1924–2015) Stampa Lindsay Kemp in Onnagata variante 3 (1992) Stampa xilografica policroma nishiki-e. Opera gentilmente concessa in prestito dagli ereditari. Esposto nella mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". La mostra " Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure” sarà visitabile fino all'8 marzo 2026. (A destra) Tōshūsai Sharaku (attivo 1794-1795) Ritratto a mezzo busto dell'attore Segawa Kikunojō III nella parte di Oshizu (1794) Stampa xilografica policroma nishiki-e. MC (S-194). Esposto nella mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". La mostra "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure" sarà visitabile fino all'8 marzo 2026.(A sinistra) Ligustro (1924–2015) Stampa Lindsay Kemp in Onnagata variante 3 (1992) Stampa xilografica policroma nishiki-e. Opera gentilmente concessa in prestito dagli ereditari. Esposto nella mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". La mostra " Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure” sarà visitabile fino all'8 marzo 2026. (A destra) Tōshūsai Sharaku (attivo 1794-1795) Ritratto a mezzo busto dell'attore Segawa Kikunojō III nella parte di Oshizu (1794) Stampa xilografica policroma nishiki-e. MC (S-194). Esposto nella mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". La mostra "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure" sarà visitabile fino all'8 marzo 2026.(A sinistra) Ligustro (1924–2015) Stampa Lindsay Kemp in Onnagata variante 3 (1992) Stampa xilografica policroma nishiki-e. Opera gentilmente concessa in prestito dagli ereditari. Esposto nella mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". La mostra " Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure” sarà visitabile fino all'8 marzo 2026. (A destra) Tōshūsai Sharaku (attivo 1794-1795) Ritratto a mezzo busto dell'attore Segawa Kikunojō III nella parte di Oshizu (1794) Stampa xilografica policroma nishiki-e. MC (S-194). Esposto nella mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". La mostra "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure" sarà visitabile fino all'8 marzo 2026.

 

 

 

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COMUNICATO DEL MUSEO CHIOSSONE

Il Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone è lieto di annunciare la nuova mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure". 

L'inaugurazione, ad ingresso libero, si terrà il 18 dicembre 2025 alle ore 16:00, e l'esposizione sarà aperta al pubblico dal 19 dicembre 2025 all'8 marzo 2026, celebrando l'arte sublime del Maestro Giovanni Berio (1924–2015), in arte Ligustro, riconosciuto a livello internazionale come un'eccellenza italiana e un custode della xilografia policroma giapponese. 

Nato a Imperia nel 1924, a seguito di avvenimenti che stravolsero la sua quotidianità, a partire dal 1986 trovò una nuova vocazione nell'arte, dedicandosi in modo esclusivo allo studio meticoloso delle tecniche di incisione e stampa giapponesi del Periodo Edo (1603-1868). Il Maestro, spentosi serenamente l'11 dicembre 2015, ci ha lasciato opere di una superba qualità tecnica, che celebriamo nel decennale della sua scomparsa. La mostra affianca le inconfondibili opere di Ligustro ai capolavori dei grandi artisti giapponesi che furono per lui di costante ispirazione. Nel nucleo delle opere dell’artista compaiono le stampe, i libri e i surimono facenti parti della collezione museale, donate da Ligustro al Comune di Genova negli anni ‘90, assieme alle preziose opere conservate dagli eredi, che ne hanno concesso il prestito. In dialogo con le incisioni dell’artista ligure sono esposte le opere della collezione Chiossone dei grandi artisti giapponesi dell’ukiyoe come Hiroshige, Kaigetsudo Ando, Utamaro e Hokusai, a cui egli si sentiva particolarmente legato. 

Ligustro si è infatti specializzato sulla xilografia policroma giapponese, in particolare sulla tecnica detta Nishiki-e "stampe di broccato", padroneggiando i complessi processi di intaglio delle matrici lignee, incisione e stampa su preziose carte prodotte artigianalmente in Giappone. La sua maestria tecnica è stata definita insuperabile, tanto che l'esperto mondiale di stampa giapponese Jack Hillier affermò che nessun altro artista occidentale ha eguagliato il suo livello tecnico nell’incisione. 

L'artista si distinse anche per l'uso innovativo e la composizione dei colori, realizzati in modo che fossero il più possibile fedeli a quelli utilizzati in Giappone, ottenuti mescolando polveri, foglie d'oro e d'argento, polveri di perle di fiume e conchiglie di ostriche macinate (gofun). Nelle sue opere integra una ricca gamma di elaborate "tecniche di lusso" come il rilievo a secco (Karazuri), le sfumature (Bokashi) e l'applicazione di mica (Kirazuri). A differenza dei canoni nipponici tuttavia, la sua tavolozza cromatica è più delicata e tenue, dimostrando l’affermazione di uno stile personale e non una mera imitazione dell’incisione giapponese. Anche nei soggetti, sebbene ispirati dallo studio approfondito dell’arte giapponese di periodo Edo, compaiono composizioni autentiche e un linguaggio autonomo, scelti con la volontà di veicolare messaggi di serenità, poesia, natura e bellezza. 

Ligustro ha rappresentato un fondamentale ponte culturale, facendo rivivere sulla costa ligure tecniche antiche ormai quasi dimenticate persino in Giappone, con le sue creazioni ma anche grazie all’insegnamento ai suoi allievi che ancora oggi ne divulgano l’eredità artistica. In diverse occasioni la sua arte ha contribuito a rafforzare i legami tra Italia e Giappone, e a rappresentare l’unicità italiana e ligure, motivi per cui la mostra ha ottenuto anche i patrocini della Fondazione Italia – Giappone, della Fondazione Mario Novaro e del Circolo Parasio di Imperia. 

Il patrocinio del Comune di Imperia conferma la grande stima della sua città natale, che lo ricorda con sempre grande considerazione anche in luce della importante donazione che l’artista fece alla città, di circa cinquemila matrici di legno, circa duemilacinquecento libri d’arte e letteratura, corrispondenza internazionale con studiosi di fama, calligrafie giapponesi e l'archivio completo della sua vita artistica, conservati dal 2015 presso la Biblioteca Civica Leonardo Lagorio, nella Sala a lui dedicata. 

Il Maestro aveva un profondo legame anche con la città di Genova, in particolare con il Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone, di cui ben conosceva la preziosità della collezione di stampe xilografiche. Fu proprio qui che egli approfondì lo studio delle opere dei grandi incisori del Periodo Edo, ricevendo stimolo per i suoi interessi, sostenuto dalla pubblica amministrazione e dai precedenti direttori. Al Museo Chiossone volle donare diversi surimono, stampe e due libri in tiratura unica, che sono esposti in mostra: l'album Palloncini, un'opera composta da venti xilopoetografie policrome, e il libro 12 haiku di Matsuo Bashò. Le sue opere sono perfettamente in linea con la missione del museo e con lo stile collezionistico del fondatore, dato che Edoardo Chiossone fu a sua volta un incisore ligure, amante dell’arte giapponese, impegnatosi nello studio e divulgazione della cultura giapponese. Dopo la mostra personale che si tenne nel 1996, “La perla e la farfalla. Nishiki-e xilografie di Ligustro” il Museo Chiossone rinnova oggi l'omaggio all’artista ligure con la mostra "Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure", grazie anche alla grande disponibilità e collaborazione degli eredi dell’artista. 

Ligustro, gioia di vivere.

Le stampe giapponesi di un artista ligure

inaugurazione: giovedì 18 dicembre 2025, ore 16.00

A cura di Aurora Canepari, Responsabile del Museo d’Arte Orientale E. Chiossone.

Inaugurazione a ingresso gratuito.

La mostra sarà visitabile fino all’8 marzo 2026 ed è inclusa nel biglietto di ingresso al museo.

Sede

Museo d'Arte Orientale E. Chiossone

Villetta Di Negro, Piazzale Mazzini 4n

16122 Genova

Contatti

 

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VILLEGIARDINI

Oltre i confini: un viaggio nell’arte di Ligustro

di Maurizio Bertoli il 1 Feb 2025

https://www.villegiardini.it/oltre-i-confini-un-viaggio-nellarte-di-ligustro/

Ligustro nel suo studio, 2003

Giovanni Berio, nacque a Imperia nel 1924 da una famiglia che si distinse nel fiorente campo dell’industria olearia. Per anni consacrò la propria vita alla chimica, ricoprendo il ruolo di perito e progettando impianti e stabilimenti oleari tanto nella nostra penisola quanto all’estero. Nel 1972, tuttavia, una malattia cardiaca, giunta come un’ombra improvvisa, lo costrinse a lasciarsi alle spalle la propria carriera, decretando l’inizio di una nuova e prolifica fase della sua esistenza, a stretto contatto con la natura e con il mondo dell’arte.

1993, Ligustro

INDICE DEI CONTENUTI

  1. La nascita di un’artista: Ligustro
    1. Nishiki-e: la sua produzione d’arte
    2. L’arte di Ligustro e la sua innovazione nella xilografia
    3. Ligustro realizzò più di cinquanta ex libris
    4. Haiku: la scrittura come forma di espressione
  2. Ligustro come arte eterna

La nascita di un’artista: Ligustro

In un periodo di profonda fragilità, non si lasciò sopraffare dagli eventi, ma trovò la forza di reagire alle angustie e agli imprevisti, trasformando la sofferenza in una linfa da cui trarne nutrimento. Ebbe il coraggio di reinventarsi e di accogliere la creatività che stava lottando per uscire dalla parte più profonda del suo essere: un processo di metamorfosi che lo portò ad adottare lo pseudonimo di Ligustro e ad avvicinarsi a un Paese geograficamente lontano, ma così vicino alla sua sensibilità, il Giappone.

Mosse i primi passi nell’universum dell’arte all’età di sessant’anni quando, spinto dalla curiosità, varcò le soglie di un negozio di articoli di belle arti a Sanremo, dove comprò delle penne di fattura giapponese. Queste divennero le sue prime compagne di viaggio: una continuazione delle dita della mano, con cui iniziò a dare forma al suo genio e al suo estro creativo. Dopo qualche anno sperimentò prima la pittura a olio e, successivamente, i pastelli, gli acquerelli e le sofisticate tecniche di incisione, concentrandosi sullo studio dei materiali, della resa cromatica dei colori e delle modalità espressive.

Ligustro era infatti autodidatta: la sua arte era un libro dalle pagine bianche, immacolate, su cui appuntava, con passione e costanza, nuove scoperte, intuizioni e accorgimenti. La sua sete di conoscenza lo portò infine nel vasto e intricato mondo delle xilografie, che ebbe modo di approfondire nel 1985 attraverso un corso di arte orientale tenuto a Genova.

1999, Ligustro incisione delle massime confuciane

Nishiki-e: la sua produzione d’arte

A partire dall’anno successivo iniziò a dedicarsi esclusivamente alla produzione di stampe policrome note con il termine di nishiki-e 錦絵, particolarmente in voga nel Giappone del periodo Edo (1603-1868). All’epoca, queste opere venivano realizzate con la collaborazione di più figure, che interagivano in modo simbiotico l’una con l’altra: l’editore, hanmoto 版元, provvedeva alla presentazione di un argomento o tema, l’artista, eshi 絵師, un pittore o illustratore che si occupava dell’elaborazione di uno schizzo approssimativo basato sulle idee dell’editore, e un intagliatore, horishi 彫師, che incideva su un blocco di legno i dettagli del disegno preparatorio.

L’artista selezionava poi una combinazione di colori sulla base di una stampa monocromatica realizzata con il blocco in legno, quindi l’intagliatore creava a sua volta ulteriori matrici che potevano essere utilizzate per il colore. Infine, lo stampatore, surishi 摺師, decideva l’ordine di stampa considerando le sfumature e le aree di colore e, per ultimo, applicava l’inchiostro e le vernici ai blocchi di legno per poi imprimerle sulla carta.

L’arte di Ligustro e la sua innovazione nella xilografia

Ligustro, tuttavia, riuscì a semplificare il ciclo del lavoro di gruppo, in modo tale che la xilografia potesse essere realizzata da una persona sola, attraverso strumenti quali il baren 馬連, un tampone-dischetto di sughero utilizzato per brunire il retro di un foglio di carta sulla matrice in legno, e il kentō 見当, registro a forma di L posto sul bordo della stampa, che gli consentiva di evitare il deterioramento della carta dovuto ai numerosi passaggi di colore. E proprio con quest’ultimo ebbe modo di esprimere tutto il suo ardore creativo: utilizzando pigmenti preziosi, sia organici che inorganici, lacche e vernici, polveri d’oro, d’argento e di ostrica calcinata creò opere completamente diverse da quelli giapponesi.

Alle tinte sobrie preferì colori vibranti, vivaci, caldi, dotati di una propria autonomia e personalità, spesso stesi con un rullo, «una sarabanda cromatica di luce e colore mediterranei», come affermò Fukuda Kazuhiko, uno dei massimi esperti di arte giapponese, il quale nel 1991 «schiudeva l’uscio dell’atelier di Ligustro» in Via Des Geneys, nell’angiporto di Imperia.

Ligustro che esamina il legno inciso “IL MIO MONDO”

Ligustro realizzò più di cinquanta ex libris

Il maestro, pur rifacendosi a una tecnica giapponese, non si pose l’obiettivo di imitarla, ma la assaporò, gustandone le infinite sfumature, la fece propria e la rielaborò per narrare la propria esperienza personale, intima, irriproducibile. Pertanto nella sua produzione ritroviamo tematiche quali la luce, la felicità, l’amicizia, la famiglia, la cultura, la natura, i paesaggi della sua Ineja, Oneglia, con l’inserimento di elementi tipici del Paese del Sol Levante, quasi fossero due realtà interconnesse e dipendenti l’una dall’altra.

Il maestro canalizzò la sua energia artistica anche nella realizzazione di più di cinquanta ex libris, surimono (letteralmente “cose stampate”), ossia stampe commemorative, dal formato piuttosto piccolo, che solitamente venivano commissionate da privati in occasione di eventi o festività particolari come il Capodanno; di estremo fascino sono anche le 12 stampe, ognuna corrispondente a un mese dell’anno, secondo la tradizione dei mekura goyomi 盲暦o e-goyomi 絵暦 (“calendario illustrato”), dove Ligustro aggiunse dei versi, sia elaborati da lui stesso come frutto della propria sensibilità, sottile e raffinata, sia provenienti dal pennello di personaggi illustri come maestri zen.

1991, Studio di Ligustro

Haiku: la scrittura come forma di espressione

Questo connubio di xilografia, poesia e grafica trova ampio spazio nel gruppo di ventiquattro stampe contenenti dodici haiku 俳句, componimenti poetici composti da tre versi, del poeta Matsuo Bashō (1644-1694). La particolarità di questa raccolta è che le stampe sono disposte in modo speculare, dove da un lato figura il testo poetico in lingua originale, mentre dall’altro, l’eco della sua bellezza viene resa con sofisticata delicatezza nella traduzione italiana. Attorno ai testi, quasi a formare una cornice, sono rappresentati motivi naturali come foglie, scrosci di pioggia, bambù, raffiche di petali, che creano un’atmosfera dalla forte componente onirica, come se fossero una preghiera alla Madre Terra e al suo creato per ringraziarla dei suoi doni.

L’amore per la scrittura come medium di espressione si traduce nell’incisione su novanta tavole di legno (1068 caratteri distribuiti in 356 rime di 3 caratteri ciascuna) del testo calligrafico di Wáng Yìnglín (1223-1296), il Sānzì Jīng 三字经 (“Classico dei tre caratteri”), per poi stampare le rime, foglio per foglio, usando un antico tornio a stella.

Ciò che spinse Giovanni Berio verso l’intricato mondo dell’arte era, come egli stesso ebbe modo di confidare in un’intervista, «gioia di conoscere, di capire, di comunicare» con l’obiettivo di «regalarne un po’ a ognuno di noi […] a chiunque, almeno per una volta, provi a guardare la vita con passione e generosità, senza fretta ed egoismo».

Libro di poesie del Maestro Bashō

Ligustro come arte eterna

Il maestro si spense nel dicembre del 2015; tuttavia, usando l’espressione giapponese ikiteiru aida ni hana wo sakase, shindeiru kara mo kaori ga nokoru 生きている間に花を咲かせ、死んでいるからも香りが残る(“Fa fiorire i fiori mentre sei in vita, e lascia che il loro profumo perduri anche dopo la morte”), ciò che Ligustro creò nel suo cammino terreno non si è mai dissolto. Al contrario, il suo operato continua a incantare, a commuovere, a entusiasmare, a ispirare chi ha modo di entrare in contatto con le sue creazioni. E mentre il mondo avanza inesorabile, tra il rumore delle ore che si susseguono, la sua arte rimane un faro silenzioso, un testimone luminoso di una vita vissuta con passione, senza rimpianti, nell’eterno respiro di un profumo che non appassirà mai.

Maurizio Bertoli

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4  VOLUMI DEDICATI A   GIOVANNI BERIO IN ARTE  LIGUSTRO 

 

UTILI PER STUDIOSI, TESI, COLLEZIONISTI

 

Saluti Francesco Berio   

   

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