L’umana avventura di un artista

di Carla Aiuti

Professoressa, poetessa e scrittrice, pubblicazione dedicata al famoso incisore imperiese Ligustro Berio

" --- Ai miei figli, Annalisa, Francesco e Giuseppe"

 

Al numero 13 di via Des Geneys si apre la bottega di Ligustro, Giovanni Berio, che ha fatto rivivere l'antica arte giapponese dell'incisione, apportandovi l'impronta della sua originalità. L'ambiente è costituito da un'unica stanza piccolissima, quasi un bugigattolo, ma riesce misteriosamente a contenere numerosi visitatori ed amici comodamente seduti sulle vecchie sedie che l'artista, con gesto da prestigiatore, sembra trarre all'improvviso dalle pareti.

Specialmente d'estate, entrando in questo singolarissimo atelier da via Des Geneys assolata e percorsa da traffico intensissimo, in fuga da motorini "smarmittati" e da automobili che piombano troppo veloci sui passaggi pedonali, si ha l'impressione di trovarsi in un'altra dimensione. "Salto nell'iperspazio!", direbbero a questo punto in un film di fantascienza, e dallo schermo della nave spaziale scomparirebbero terrificanti piogge di meteoriti o i feroci nemici degli eroi di turno.

"Salto nell'iperspazio!", ed eccoci qui, in una semioscurità che sa di polvere e di altri mille odori non immediatamente definibili. Appena gli occhi emergono dal verde-acquario che succede al bagliore del sole intravedono luccichii alle pareti: iridiscenze sontuose di ali di farfalle o di squame di pesci brillano sulle stampe appese a decine come panni stesi ad asciugare.

Dopo il primo impatto questo microcosmo fiabesco assume tuttavia connotazioni più quotidiane; la disposizione degli oggetti, alcuni odori che riconosciamo come familiari, innumerevoli scatoloni di cartone impilati con cura e recanti vistose scritte, danno la sensazione di trovarci in una di quelle mercerie di campagna d'altri tempi, che nelle vetrine polverose esponevano vecchi bottoni ed imparaticci di ricami.

Al centro della stanza, davanti ad un tavolo da lavoro ingombro di legni già incisi o ancora da incidere, Ligustro è perennemente intento ad operazioni che lasciano ammirati e stupefatti, come quando lo si trova occupato a "macinare" in scaglie sottilissime conchiglie dai bagliori di madreperla, bianche, sottili e perfettamente rotonde come ostie, o quando stende lucenti colori di seta, specialmente azzurri e verdi di singolare intensità.

Coloro che gli fanno visita per la prima volta, sovente lo tempestano di interrogativi sulla provenienza dei materiali impiegati e sulle tecniche usate, ma l'artista elude le domande con signorile civetteria. Solo gli amici di lunga data conoscono i segreti dei colori, di certe delicate sfumature e di alcune tecniche da lui inventate, ma non li rivelano per lealtà e per il sottile piacere di sentirsi appartenenti ad una conventicola di iniziati, di "eletti".

Questa reticenza è un tratto aristocratico del carattere di Berio, schivo, modesto e solitamente molto disponibile. Infatti, quando si rende conto che il suo interlocutore non è un turista distratto, occasionalmente attratto dall'esotico, qualunque sia la sua preparazione culturale, riesce a spiegargli in termini molto chiari e semplici la concezione che sta alla base della xilografia e le tecniche necessarie per realizzarla, con entusiasmo incontenibile e travolgente. Un comune amico, Stefano Delfino, responsabile della redazione di Imperia del quotidiano "La Stampa" affettuosamente così lo descrive: ..Ha l'aspetto di un saggio approdato qui dal sol levante, Ligustro, e sentirlo parlare sprigiona un fascino antico, conquista l'interlocutore con il suo infantile, contagioso entusiasmo, e quasi lo stordisce con le citazioni che zampillano da una materia profondamente assimilata e aiutano a penetrare il segreto. Come non restare sedotti? Incontrare questo fanciullo cresciuto è come frequentare un corso universitario: è considerato, e a ragione, uno dei massimi esperti europei della xilografia policroma.

Il nostro artista firma adesso le sue opere col nome di Cho-Raku che in italiano suona come "colui che incide la gioia". Questo modo di autodefinirsi può stupire se si osservano dall'esterno gli avvenimenti più recenti della sua vita: la scomparsa della moglie e la malattia.

Ma proprio questo tormento del vivere contiene una disposizione costante: l'impegno quasi istintivo più che volontaristico, di andare avanti, di rimettersi in cammino, di continuare a testimoniare la bellezza in un riconquistato senso di armonia con l'universo.

Egli afferma che la sua pace interiore deriva soprattutto dalla meditazione sugli insegnamenti dello zen giapponese le cui caratteristiche sono costituite dalla leggerezza, dalla giocosità, da un'accettazione riconoscente della vita.

Il grande Van Gogh, uno degli artisti dell'impressionismo che furono maggiormente influenzati dalla Ukiyo-e, la pittura con le stampe che ne derivano, scrive in una lettera da Arles: "non è possibile studiare l'arte giapponese, credo, senza diventare molto più gai e felici...".

Ligustro afferma che queste parole, lette anni dopo i suoi primi esperimenti di incisione, lo hanno profondamente commosso e confortato nelle sue scelte.

Come Katsushika Hokusai (1760-1849), il grande vecchio che fu uno dei massimi artisti dell'Ukiyo-e, egli è un lavoratore instancabile che ha trovato il senso del rapporto dell'io con la realtà nel seguire il ritmo naturale delle cose e nel processo interminabile della creazione artistica. "Lavorare o perire", afferma categorico, "non ci sono alternative".

Lavorare è la parola che più frequentemente ricorre sulle sue labbra e su quelle degli ospiti più o meno illustri che frequentano il suo laboratorio. Qui passano o sono passati intellettuali di grande spessore umano e culturale come il compianto Nino Belgrano, ma nessuno ha mai adoperato parole altisonanti come "arte, messaggio", ecc. Al loro posto si usano vocaboli semplici: "difficoltà, soddisfazione, sperimentare". Non è possibile ottenere risultati eccellenti nella xilografia se non al prezzo di una diuturna ed incessante fatica che non lascia spazio per altri interessi e talvolta neanche per il riposo.

Quando l'alba è ancora grigia e livida, L’'Artista comincia già a preparare il lavoro della giornata, curvo in mezzo ad un ordinato caos di attrezzi artigianali, vecchi giocattoli, e di mille altri oggetti. A prima vista egli ci appare fragile: sembra una figurina di carta, pronta a volar via insieme alle sue splendide farfalle dalle ali screziate. Ma basta osservarlo per alcuni minuti mentre realizza i suoi capolavori, conversare un po' con lui, per rendersi conto che la fragilità è solo apparente. Dotato di una agilità da ragazzo e di una resistenza fisica straordinaria, egli possiede il dono di mani ferme, che gli consentono di evitare sbavature o altre imperfezioni durante il laborioso processo di incisione. Per quanto riguarda il carattere, si percepisce immediatamente che ci troviamo di fronte ad una personalità d'eccezione, di grande libertà interiore, di sottile arguzia e giocosità che gli derivano in parte dai suoi percorsi spirituali. Quando è sul punto di fare un'annotazione divertente o sarcastica, un lampo di malizia gli si accende in fondo agli occhi, e il sorriso mite, anziché sminuirne l'effetto, lo potenzia.

Una delle sue battute ha come oggetto la gente che appare impermeabile a tutto: alla bellezza, alla generosità, alla più banale curiosità. "Poveretti !" Afferma" “sono morti e non lo sanno ! Qualcuno dovrebbe avvisarli !". Ogni tanto qualche visitatore chiede con insistenza di essere accettato come "discepolo", ma Ligustro scuote la testa con malinconia, perché, avendo settantaquattro anni, teme di non fare in tempo a trasmettere i segreti dell'arte che è la sua ragione di vita.

L'Artista, nel millenovecentosettantadue, giunto alla soglia della maturità, nonostante l'affettuosa sollecitudine dei familiari, si trovò ad attraversare un deserto d'angoscia e di solitudine. Un vento affocato gli spazzava l'anima, trascinando via pensieri e sentimenti.

La vita sembrava essere rimasta altrove, dietro un limpido cristallo attraverso il quale non giungeva nessuna eco di quel mondo che lo aveva visto protagonista. Un periodo buio, una fase dell'esistenza in cui affiorano gli eterni interrogativi che l'uomo si pone, sin dall'adolescenza, sul suo destino ultimo. Il metro usato per valutare precedentemente gli eventi, non serve più, occorre trovarne uno nuovo, reinventarsi la vita. Ligustro c'è riuscito, al punto che il suo io di ieri gli è estraneo ed egli lo ricorda più con fastidio che con tenerezza. Del Giovanni Berio antecedente alla scoperta dell'arte e della filosofia nipponica, parla poco volentieri e lo fa solo per motivi affettivi, per ricordare persone care scomparse, come la moglie, il padre, lo zio prelato che gli insegnava il latino e l'Oneglia dei suoi anni verdi. L'incontro col mondo giapponese, che ha prodotto in Lui un mutamento radicale, fu del tutto casuale, come lo è sovente ogni avvenimento veramente importante della nostra esistenza.

Prima di quel fatidico millenovecentosettantadue, non aveva provato alcun vero interesse per la cultura del Sol Levante, infatti egli non apparteneva a quella schiera di intellettuali presi dalla magia di "Ex Oriente lux".

Uomo solido, un po' scettico, lavora per molti anni nel campo dell'industria olearia, e ci appare come un figlio della sua terra. Ma c’è un'altra Liguria che è stata nei secoli madre di marinai avventurosi e di inguaribili sognatori che hanno percorso rotte immaginarie inseguendo il miraggio dell'isola che non c'è.

Questo lato della personalità del Maestro affiora nella maturità alla superficie dell'io e lo trae dall'ombra di morte in cui viveva. Da questo momento egli inizia la ricerca del mezzo più adatto ad esprimere la nuova realtà in cui si sente immerso.

Dapprima si interessa alla pittura ad olio, poi passa al pastello, che lo condurrà allo studio attento di una grande quantità di tipi di carta. Le carte giapponesi, realizzate a mano, soprattutto quelle preziose del tipo hosho, esercitano subito un fascino irresistibile su di lui e suscitano un interesse per la xilografia di cui diverrà il più grande esperto europeo, ritrovando la pace interiore nel seguire il ritmo naturale delle cose, secondo i dettami della filosofia Zen. Dalle sue mani fioriscono prodigiosamente bellissime nishiki-e (stampe-broccato) le quali comparvero intorno al millesettecento e si diffusero sino al tardo ottocento. E' proprio il caso di dire "prodigiosamente", infatti Ligustro ha dovuto reinventare i laboriosi processi di queste xilografie policrome, poiché non c'è più nessuno in grado di insegnarne le tecniche i cui segreti sono stati tramandati oralmente di padre in figlio, perciò non esiste quasi niente di scritto. Con il lavoro quotidiano, grazie anche ad alcune innovazioni tecniche di alcune delle quali solo lui conserva il segreto, egli ha fatto rivivere questa antica arte dimenticata, apponendovi il sigillo della sua personalità. E' riuscito a snellire il procedimento lungo e complicatissimo delle nishiki-e riducendo lo spessore della matrice, incollando le tavolette di legno di ciliegio e di pero su un blocco di truciolato. Per realizzare la stampa colloca il foglio sulla matrice inchiostrata, esercitando una pressione con il "baren", un tampone di corda che fabbrica egli stesso. Nell'inchiostratura usa pennelli di diverse dimensioni, e, per superfici più estese, il rullo. Restano comunque lunghissimi i tempi per la realizzazione, infatti per completare una stampa, occorrono talvolta duecento legni incisi e altrettante passate di colore. Si tratta di un lavoro estremamente complesso che, grazie ad una sorprendente abilità, l’Artista svolge da solo in ogni sua fase.

Personalità così eclettiche, capaci di ottenere risultati sorprendenti, di commovente bellezza, erano rare anche tra gli artisti nipponici che generalmente lavoravano in équipe e l'opera nasceva da una collaborazione tra varie persone, appartenenti talvolta a diversi laboratori. Ligustro irrompe nel solco della tradizione portando una ventata innovatrice, soprattutto nella combinazione di disegno e colore.

L'ampia gamma cromatica ha tonalità brillanti, intense, sconosciute non solo agli antichi maestri incisori del Sol Levante, ma anche agli artisti contemporanei. Sono i meravigliosi colori che l`Artista è riuscito ad ottenere, dopo vari esperimenti, dalla combinazione di materiali che vanno dai più comuni ai più rari.

Un esperto giapponese di Ukiyo-e, il professor Fukuda Kazuhiko, si è così pronunciato: "Nelle xilografie di Ligustro non vi è la poetica amante delle tinte sobrie e del senso della natura alla maniera nipponica . I colori sono invece oltremodo limpidi, vivaci, brillanti: una vera sarabanda cromatica di luce e colore mediterranei. Le goffrature in rilievo, le sfoglie d'oro e d'argento non hanno i toni delle "stampe di broccato": hanno la beltà degli arazzi alla Gobelin, densi e sontuosi. Così l'incisione su legno, che ha varcato i confini (del Giappone), lo spazio ed il tempo, ha ricevuto ora, dalla mano di Ligustro, un soffio vitale artistico di magnificenza barocca.

(...) Diverse per concezione dalle xilografie giapponesi, esse gettano un novello bagliore sulla moderna incisione e sono nel contempo il prodotto di un mirabile poeta".

A questa splendida cromaticità l'Artista unisce una grande libertà ed originalità compositiva derivante da una formazione che, per quanto potentemente influenzata dalla filosofia Zen e dall'arte cinese e giapponese, è pur sempre quella di un occidentale. E' sufficiente osservare l'iconografia usata e il repertorio visivo per comprendere che l’ Autore di tanti sorprendenti capolavori trae ispirazione dal suo vissuto di uomo nato e cresciuto sulle rive del Mediterraneo. Mescolati all'argento di notturni incantati, ai riflessi bronzei delle ali di filigrana delle farfalle, il porpora dei tramonti o l'azzurrino di splendenti mattine d'estate suscitano un'impressione di dimestichezza in chi abita in questa città; l’ osservatore attento sorride, il riferimento è immediato: alcuni colori sono senza dubbio quelli che sin da bambino ha potuto osservare passeggiando sul molo.

All'interno della sua vasta produzione Ligustro rivela un grande talento ed un eccezionale virtuosismo tecnico anche in un genere denominato "Surimono" che divenne molto di moda intorno alla seconda metà del Settecento.

Erano stampe di piccolo formato, una specie di biglietti di auguri, di rallegramenti, ecc. che, a differenza dei nostri, erano opere di raffinata eleganza e di indubbio valore artistico. Venivano inviate ad un numero limitato di persone che ritenevano di aver ricevuto un altissimo onore. Per esempio, un invito ad un matrimonio era un pubblico attestato di stima che rinsaldava per la vita un legame di amicizia.

Vista la loro importanza i Surimono venivano stampati su carte particolarmente preziose, arricchite di goffrature e polvere di mica, sovente realizzati su ordinazione da grandi maestri del momento.

Essi costituiscono un esempio della rigorosa unità stilistica con cui gli artisti giapponesi saldavano tra loro elementi di pittura e di letteratura.

L'Artista, che si autodefinisce xilopoetografo, raggiunge il più alto livello di perfezione formale e di ispirazione poetica in queste tipiche espressioni della tradizione nipponica come gli Haiku-Kioka, xilografie policrome unite a poesie ricche di simbolismo in cui verso e immagine sono legati intimamente.

Ma la più evidente testimonianza di come tutta una concezione estetica possa riflettersi unitariamente in un'unica opera è data dalla "Haiga", un genere specifico che integra tra loro in modo organico arti figurative, letteratura e arti applicate . Essa allinea su un lato del rotolo bianco gli Haiku, che sovente commentano il tema del dipinto poi corredato da saggi calligrafici di estrema finezza.

 

Il fascino esercitato su Ligustro da queste forme d'arte in cui, come abbiamo visto precedentemente, egli riesce ad ottenere risultati particolarmente pregevoli, lo ha spinto a cimentarsi nella composizione di poesie in forma di Haiku.

L'Haiku, chiuso in una formula metrica obbligata di tre versi e diciassette sillabe, rivela chiaramente il dato centrale della cultura giapponese: un' estetica della pittura strettamente congiunta con un'estetica filosofico-letteraria ed una poetica. Il nesso tra le varie forme di espressione è dato dalla predilezione del gusto nipponico per tutto ciò che è indefinito, "non detto", transeunte, effimero, volto a suscitare emozioni. E' evidente il parallelismo con la xilografia, perché anch'essa suggerisce piuttosto che rivelare, non guarda alla bellezza dell'immagine, ma alle sue risonanze.

Ligustro, nonostante abbia assorbito in profondità il concetto ispiratore che costituisce l'essenza dello Haiku e ne riproduca esattamente la forma metrica e il linguaggio, riesce a non creare imitazioni. Anche attraverso la rigida codificazione di questo tipo di composizione emerge la sua personalità in versi delicati , di struggente bellezza. Eccone alcuni esempi: "Gioia degli incontri, i colori già vedo dell'autunno."

"Profondo agitarsi dei rami di salice, la tua mano.

"Ho inciso fiori su legno di ciliegio, il profumo è quello dell'amore".

"Campi Falciati, il ragno tende la tela sull'unico fiore".

Con queste immagini di effimere, gentile bellezze, si conclude il viaggio intorno a Ligustro.

Nonostante il comprensibile entusiasmo provocato dalla notizia che il prestigioso museo d'arte orientale "E. Chiossone" ha aperto le sue porte all'artista, qui, in via Des Geneys, la vita continua con i riti e i ritmi di sempre nella piccola comunità composta da amici e collaboratori.

Tra i più assidui troviamo personaggi dalla gestualità aggraziata e dalla cortesia deliziosamente cerimoniosa, gli amici nipponici: la signora Jimbo-Keiko, straordinaria calligrafa, che traduce gli Haiku composti dall'artista dall'italiano in giapponese e la cui cultura è di sostegno al suo lavoro. Yoko-Uchida, giornalista, trasferitasi da poco tempo ad Imperia, la quale ha in progetto il trasferimento a Tokyo della mostra che si terrà prima a Genova, al museo "E. Chiossone" e ad Imperia al Centro Culturale Polivalente. L'opera a cui Ligustro sta lavorando in questo momento è un libro composto di stampe che illustrano dodici Haiku di Bashō.

La quinta stampa che sta per essere completata, trae ispirazione dai famosi versi: "Nel vecchio stagno si tuffa una rana, risveglio dell'acqua".

"Devo ultimarla velocemente": risponde il maestro con un sorriso indecifrabile a chi gli rimprovera la sua attività febbrile, "Altrimenti il tuffo della rana farà volar via le farfalle".

Magia dell'arte! I riflessi azzurri, verdi, oro, fanno palpitare innumerevoli ali di farfalle che sembrano sul punto di uscire prepotentemente dalle carte preziose in cui sono incise.

Un fremito di vita, un palpitare silenzioso sembra trascorrere come un brivido da un'incisione all'altra.

Congediamoci così, con un sogno, da un creatore di sogni.

Carla Aiuti

Imperia Oneglia 1997

Breve nota su Jack Hillier

Jack Hillier può essere considerato uno dei maggiori esperti al mondo di Arte giapponese. Scrittore assai prolifico, i suoi lavori vennero apprezzati sia dai nuovi collezionisti, sia dai più esperti cultori dell'arte. Il suo primo libro, Japanese masters of the colour print, resta a tutt'oggi una delle più pregevoli introduzioni alla materia in lingua inglese. Ha pubblicato in tutto il mondo numerosi libri, cataloghi e articoli sui vari aspetti della stampa tramite incisione su legno; ha passato la maggior parte della sua vita ad approfondire lo studio dell'arte dei libri illustrati giapponesi, arrivando a collezionare una vasta e ampia raccolta di essi, ora ospitata al British Museum di Londra. Questo suo lavoro è considerato un'opera che deve essere inclusa nella libreria di ogni collezionista. Molti esperti si sono avvalsi dell'aiuto di Hillier per formare le loro raccolte di stampe e libri giapponesi, non ultimo il miliardario americano Chester Beatty, che, grazie alla consulenza di Hillier ha costruito la collezione ora ospitata a Dublino nella “Chester Beatty Library”. In poco tempo è diventato punto di riferimento per i collezionisti di tutto il mondo. Negli ultimi anni Jack Hillier ha prodotto i cataloghi definitivi per le collezioni di grandi estimatori dell'arte giapponese quali Henry Joly, proprietario della maggior collezione di opere giapponesi al mondo, Henri Vever, Richard Gale (su commissione dell'Istituto delle Arti di Minneapolis) e Ralph Harari, oltre ad innumerevoli cataloghi per altri musei ed esposizioni nel resto del mondo. Hillier è divenuto il maggior conoscitore occidentale della materia, così come è diventato un acquerellista e intagliatore di ottimo talento.

Negli ultimi anni della sua vita, Hillier ha intrattenuto una fitta corrispondenza con Ligustro, della quale, di seguito, sono riportate alcune considerazioni sulle Opere dell'Artista espresse dallo studioso inglese.

  • Lettera del 10 luglio 1987

"La tua stampa è cosi incantevole, cosi squisitamente intagliata e stampata, che penso di non avere nulla da insegnarti...

A giudicare dalla stampa che mi hai mandato, non hai bisogno di ulteriore istruzione...

Penso che tu disponga di tutte le tecniche necessarie per il tipo di stampa riccamente ornato che il `surimono' richiede".

  • Lettera del 8 settembre 1987

"(Le stampe) sono molto cariche di simbolismo, e richiamano il `surimono' giapponese, una volta di più, nella compenetrazione fra la parte poetica e i motivi pittorici.

...non mi hai spiegato una cosa: come ottieni un cosi perfetto allineamento dei blocchi (di legno)?

Ancora, come raggiungi una cosi meravigliosa fusione dei colori come, ad esempio, nello sfondo di 'Agosto' e nel cielo di 'Luglio'?

Essi paiono essere il risultato di un modo di stampare incredibilmente sofisticato".

 

  • Lettera del 23 dicembre 1987

"La stampa 'Natale' è un altro intenso sforzo tecnico...

Apprezzo particolarmente la coda della cometa di Halley che il topo ha rosicchiato".

  • Lettera del 19 gennaio 1988

“Il tuo dono è un capolavoro, frutto di un intenso sforzo tecnico.

Devo congratularmi con te per la calligrafia del testo poetico (haiku), eccellente e leggibile".

 

  • Lettera del 9 aprile 1988

"Il ‘tanzaku’ dei corvi neri nella neve è la tua trasposizione della stampa di Seitei, come una trasposizione di Liszt d'un lied di Schubert.

Apprezzo la perizia delle tre prove separate de 'Alba e fiori di pruno, e non riesco ancora a comprendere come tu abbia raggiunto una tale abilità nell'intaglio dei blocchi...

Non conosco alcun altro Artista occidentale che possa rivaleggiare a tal punto con i giapponesi in questo particolare campo".


 

  • Lettera del 24 settembre 1988

'...un vario assortimento di `hashira-e' ‘shikishi’, che mostrano a tutti le tue tecniche sorprendenti.

È sbalorditivo che tu, un italiano, abbia dovuto produrre uno shikishi accompagnato da un 'haiku'. Tuttavia il risultato è assai armonioso e toccante".

 

  • Lettera del 10 luglio 1989

"E delizioso trovare il motivo di `Hotei a cavallo di un asino' che ritorna di volta in volta...

Esso è molto efficace sulla marezzatura (effetto marmoreo) della carta decorativa, un altro trionfo della tua tecnica.

I due `hashirakake' sono eccezionali imprese di stampa. ...le stampe d'un artista che è come la reincarnazione d'un disegnatore di `surimono' del diciannovesimo secolo, ma che, a differenza del suo 'antenato' giapponese, intaglia i blocchi e li stampa".

  • Lettera del 21 marzo 1990

"L' 'e-goyomi' per l'anno dei cavalli è una delle tue stampe più riuscite...la colorazione è squisita, e mi ricorda certe miniature islamiche".

 

  • Lettera del 4 agosto 1993

"È affascinante vedere il tuo personale trattamento della poesia erotica: penso che la base dei tuoi disegni sia lo `shunga' di Hokusai, e tuttavia i tuoi ornamenti sono del tutto originali, e creano un genere interamente nuovo".

 per avere informazioni sulle foto delle stampe contattare   ligustro.italia(AT)gmail.com

 

TITOLO: Stampa Pesci L'Aragosta e Oneglia (oggi Imperia)

Xilografia policroma a 113 colori, anno 1997

Tirature: 4 con colori e carte diverse

Tecniche impiegate in uso nel periodo EDO in Giappone:

Nishiki-E

Dipinti broccato, termine con il quale si prese ad indicare le xilografie policrome diffusesi a partire dal 1765 (incisioni su legno di pero o di ciliegio).

Bokashi

Stampa a colori sfumati

Kindei

Colore dato da polvere d’oro per coprire minime parti della superficie della stampa con motivi decorativi.

Kinpaku

Impiego di foglia d’oro al fine di ricoprire superfici anche estese sulla stampa.

Urushi-E

Parti coperte con lacca per renderle lucide e brillanti

 

NOTA BENE: Faccio presente che anche le molte olive che si vedono sono state, ad una ad una, laccate con l’antica tecnica dell’ Urushi-E giapponese.

Legno: Le incisioni per i contorni e per i cliché sono state eseguite su legno di ciliegio (Sakura)

Carta: Carta pregiata Giapponese

Misura della stampa: cm 71 x cm 52

Firma : Firma in basso a destra LIGUSTRO

 

 

 

NOTA:

 

Ise-ebi (aragosta, Palinurus vulgaris)

Aragoste e gamberi sono simboli di longevità (il nome ebi può essere scritto con due ideogrammi che, letteralmente, significano “vecchio del mare”). Alle persone si augura che la loro schiena possa curvarsi, sotto il peso degli anni, come il dorso di un’aragosta.


Da appunti di Ligustro presenti nella sala LIGUSTRO presso la Biblioteca Civica Lagorio Imperia. Intervista a Ligustro per una pubblicazione.

 

In questa stampa molto particolare ho voluto rappresentare il complesso mondo del commercio oleario, anche attraverso il logo dell’aragosta che richiama la storica ditta Isnardi di Imperia, la quale ha proprio il disegno di questo crostaceo sulle etichette delle bottiglie di olio, e con l’occasione ho voluto presentare un lavoro per la molitura delle olive: nell’angolo sinistro si vede una mola per le olive, c’è un grande albero d’ulivo e il tutto è posizionato sul porto di Imperia, con il suo faro utilizzato dalla moltitudine di barche che allora erano continue per l’intenso commercio oleario; il grezzo arrivava da molti luoghi nel bacino del Mediterraneo, ad Imperia veniva lavorato con l’aggiunta di una percentuale del nostro olio e in seguito veniva riesportato.

 

La costruzione in fondo sulla destra rappresenta la casa dell’ulivo: ho voluto raffigurare tante forme emblematiche che nell’insieme danno l’idea di quello che fosse l’importante commercio dell’olio in quegli anni (dal 1910 al 1960), prima che il commercio iniziasse a diminuire.

 

Oggi abbiamo “l’olio extra vergine di oliva”, ma un tempo si chiamava “lampante” (da lampada) perché la maggior parte dell’olio della Liguria andava alla flotta inglese e francese per l’illuminazione sulle navi.

 

Questo è stato un periodo molto florido per Oneglia (oggi Imperia) e si stima che i commercianti fossero circa 600, mentre oggi non rimane nulla. Io, che ho lavorato per anni in questo settore, conosco ancora bene tutte le fasi della lavorazione, della raffinazione, le tecniche e i sistemi.

 

Questa stampa ha delle caratteristiche molto particolari, nell’insieme, come ad esempio le diverse tonalità dei verdi dell’albero di oliva e come le diverse pietre per la ruota utilizzata nei frantoi (ho mantenuto il colore originale che combacia benissimo con il colore dell’aragosta, con il verde dell’olivo e l’azzurro del mare).

 

NOTA BENE: Faccio presente che anche le molte olive che si vedono nella stampa sono state laccate, una ad una, con l’antica tecnica dell’Urushi-E giapponese.

 

 

 

Ligustro

 

F.B.

 

Imperia 1997

 

 

per avere informazioni sulle foto delle stampe contattare   ligustro.italia(AT)gmail.com

 

 

TITOLO: Stampa Oneglia nel segno dello zen

Xilografia policroma a 173 colori, anno 1999

Tirature: 4 con colori e carte diverse

Tecniche impiegate in uso nel periodo EDO in Giappone:

Nishiki-E

Dipinti broccato, termine con il quale si prese ad indicare le xilografie policrome diffusesi a partire dal 1765 (incisioni su legno di pero o di ciliegio).

Bokashi

Stampa a colori sfumati

Karazuri

Stampa con parti realizzate con la sola pressione, senza colore, per ottenere il rilievo ed effetti tridimensionali.

Kimekomi

Stampa con effetto inverso del “karazuri” e con effetto di incisione, avallamento.

Kindei

Colore dato da polvere d’oro per coprire minime parti della superficie della stampa con motivi decorativi.

Kinpaku

Impiego di foglia d’oro al fine di ricoprire superfici anche estese sulla stampa.

Kirazuri

Stampa a mica consistente nell’applicare particelle di polvere di perla e mica al fine di ottenere effetto argentato e brillante. Per la stampa dell’oro e argento.

Sabi-Bori

Metodo di incisione per ottenere nella stampa della calligrafia Giapponese l’effetto del pennello.

Legno: Le incisioni per i contorni e per i cliché sono state eseguite su legno di ciliegio (Sakura)

Carta: Carta pregiata Giapponese

Misura della stampa: cm 52 x cm 74

Sigilli in cinabro cinese

Traduzione Versi:                      Ne il drappo sventola

                                                  Ne il vento soffia

                                                  Se non nella mente                    (Versi di Yone Naguchi)

 

Dondola la vela

Accanto si esibisce

La farfalla                                 (Versi di Ligustro)

 

La poesia di Ligustro è stata tradotta, in metrica Giapponese, dalla calligrafa: Jimbo Keiko

Firma : Sigillo in basso a destra LIGUSTRO, sigillo in basso a sinistra CHO-RAKU INCIDE LA GIOIA LIGUSTRO


NOTA: NELLA STAMPA SI NOTA IL CERCHIO DELLO ZEN…

La ripresa dei traffici con la Cina, che sotto i Ming (1368 – 1644) assisteva allora a un meraviglioso rinnovamento della sua cultura, portò in Giappone fermenti e stimoli che impressero un nuovo volto e una nuova vitalità all'arte.

Elemento fondamentale in questo fervore di trasformazioni è lo zen, che ormai tutto ispira e pervade.

Al suo influsso si debbono le caratteristiche essenziali dell’arte di questo periodo; grande sobrietà e composta eleganza congiunte a mirabile freschezza…

 

per avere informazioni sulle foto delle stampe contattare   ligustro.italia(AT)gmail.com

 

LIGUSTROGRAFIA XILOPOLICROMA

TITOLO: Orientalismi – ONEGLIA CON I PALLONCINI variante 2 – Immagini Poetiche

Xilografia policroma a 101 colori, Anno 2012

Tirature: 3 con colori e carte diverse

Tecniche impiegate in uso nel periodo EDO in Giappone:

                                              

Nishiki-E

Dipinti broccato, termine con il quale si prese ad indicare le xilografie policrome diffusesi a partire dal 1765 (incisioni su legno di pero o di ciliegio).

Bokashi

Stampa a colori sfumati

Karazuri

Stampa con parti realizzate con la sola pressione, senza colore, per ottenere il rilievo ed effetti tridimensionali.

Kinpaku

Impiego di foglia d’oro al fine di ricoprire superfici anche estese sulla stampa.

Kirazuri

Stampa a mica consistente nell’applicare particelle di polvere di perla e mica al fine di ottenere effetto argentato e brillante. Per la stampa dell’oro e argento.

Sabi-Bori

Metodo di incisione per ottenere nella stampa della calligrafia Giapponese l’effetto del pennello.

Ginpaku

Stampa su foglio d’argento

Ichimai-E

Stampa a foglio singolo

Yoko-E

Stampa in senso orizzontale

Fukei-E

Stampa di paesaggio

Maki-E

Stampa con polvere d’oro spruzzata

Urushi-E

Parti coperte con lacca per renderle lucide e brillanti

Legno: Le incisioni per i contorni e per i cliché sono state eseguite su legno di ciliegio (Sakura)

Carta a mano Giapponese: Hodomura 110 gr.

Misura della stampa AIBAN: cm. 31 x cm 25

Traduzione Versi: “Pioggia di Poesie” Non posso dimenticare / La tua visione / per un momento / anche se il percorso / è disseminato / di convolvoli in fiore

Firma: Firma in basso a destra LIGUSTRO

 

Nella poesia giapponese ricorre spesso, (vedi anche Bashō e Ligustro) il fiore di convolvolo per la sua valenza simbolica: si spalanca alla luce del mattino e si richiude la sera.

 

DOCUMENTAZIONE ANCHE PRESSO Biblioteca Civica Leonardo Lagorio di Imperia

 

Apertura della sala dedicata al Maestro Ligustro

presso la Biblioteca Civica Leonardo Lagorio di Imperia

 

Piazza Edmondo De Amicis, 7 - Imperia

 

In data 9 maggio 2015 si è svolta, presso la sala convegni della Biblioteca Civica Leonardo Lagorio di Imperia, con il patrocinio della

Fondazione Italia Giappone e della Fondazione Mario Novaro, l’apertura della sala dedicata al Maestro Giovanni Berio in arte

LIGUSTRO quale traguardo successivo dopo l’importante donazione (legni incisi, corrispondenza, calligrafie giapponesi, libri ed opere

d’arte personali e di altri autori, l'archivio completo di una vita artistica) del Maestro alla Città di Imperia. La sala è fruibile pubblicamente,

come punto di riferimento di eccellenza, per consultare tutto il materiale donato per approfondimenti personali ed eventi divulgativi.

 

TITOLO: Stampa Corvi nella neve

Xilografia policroma a 20 colori, anno del drago 1988

Tirature: 4 con colori e carte diverse

Tecniche impiegate in uso nel periodo EDO in Giappone:

Nishiki-E

Dipinti broccato, termine con il quale si prese ad indicare le xilografie policrome diffusesi a partire dal 1765 (incisioni su legno di pero o di ciliegio).

Bokashi

Stampa a colori sfumati

Gindei

Impiego di polvere d’argento per dare rilievo a particolari finemente ricavati nella stampa.

Gin-Sunago

Scaglie e polvere d’argento cosparso sulla superficie al fine di ottenere effetti di luminosità su particolari cliché in modo da ricavare stampe perfettamente simili.

Karazuri

Stampa con parti realizzate con la sola pressione, senza colore, per ottenere il rilievo ed effetti tridimensionali.

Kimekomi

Stampa con effetto inverso del “karazuri” e con effetto di incisione, avvallamento.

Kirazuri

Stampa a mica consistente nell’applicare particelle di polvere di perla e mica al fine di ottenere effetto argentato e brillante. Per la stampa dell’oro e argento.

Sabi-Bori

Metodo di incisione per ottenere nella stampa della calligrafia Giapponese l’effetto del pennello.

Legno: Le incisioni per i contorni e per i cliché sono state eseguite su legno di ciliegio (Sakura)

Carta: Carta pregiata Giapponese

Misura della stampa: cm 16 x cm 35

Sigilli in cinabro cinese

 

Traduzione versi, dell’haiku scritto da Norio, insegnante giapponese abitante a Genova:

Sulla montagna la neve

un canto di uccelli

solo

si espande

 

Yukiyamani

tada tori nocoe

shi mi wataru

Firma: Sigillo in basso a destra RI-GU Ligustro, sigillo in basso a sinistra Anno del drago.

 


Da appunti di Ligustro presenti nella sala LIGUSTRO presso la Biblioteca Civica Lagorio Imperia

 

 NOTE:

 

Nella mitologia giapponese il corvo, è considerato un messaggero della dea del Sole Amaterasu, compare in antichi documenti giapponesi come il Kojiki, in cui si narra anche che abbia combattuto e ucciso una bestia intenzionata a divorare il Sole, e che sia altresì il protettore del primo imperatore nipponico Jimmu Tosei avendolo aiutato a fuggire da un bosco circondato da un esercito ostile.

In molte occasioni, nell'arte giapponese questa creatura viene rappresentata con tre zampe, sebbene nel Kojiki non venga mai affermato che lo Yatagarasu (corvo imperiale o un corvo indiano) ne abbia più di due. Oggi, la versione a tre zampe dello Yatagarasu è utilizzata come simbolo della federazione calcistica del Giappone.

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Matsuo Basho – Haiku

Anche i corvi

sono belli

nel mattino di neve.

Su un ramo spoglio

si posa un corvo

nel crepuscolo d’autunno.

 

La neve e noi due

soli a vederla:

quest’anno pure

tornerà a fioccare?

I versi che abbiamo appena letti ci fanno ben vedere come la stagione, presente nell'haiku con il termine stagionale (kigo) d'obbligo, non sia affatto un elemento esterno, decorativo, bensì in profonda sintonia con quanto il poeta vuole esprimere. Bashō stesso ci spiega nell'antologia «Sanzōshi», compilata dall'allievo Dōhō nel 1702-1704, quali sono i criteri per dar vita a un haiku:

 

«Comporre un haiku vuol dire esprimere con parole la luce in cui le cose o il mondo vi appaiono. Questo va fatto prima che quella luce si spenga nella nostra mente e nel vostro cuore.

Nel creare un haiku, vi sono poemi che si fanno da soli, altri invece richiedono di esser plasmati. Se vi concentrate su quel che prova la vostra sensibilità interna ponendola in armonia con le cose esterne, l'essenza del vostro spirito, allora, diverrà haiku. Se invece non terrete in nessun conto la vostra sensibilità interiore, l'haiku non nascerà. Potrete solo produrre versi frutto della vostra costruzione mentale».

 

Sono parole che fanno davvero riflettere. In effetti, componimenti che non vengono plasmati da una «costruzione mentale», come auspicava Bashō, sono tutti — haiku del periodo classico o a noi contemporanei — componimenti singolarmente aperti a più letture, in quanto secondo l'haijin (poeta di haiku) Nakamura Kusatao, un buon haiku vive di un «mondo doppio» (nijusei no sekai) ove altre immagini, in più rispetto a quelle offerte dalla prima lettura dei versi, si sovrappongono grazie alla sensibilità e alla cultura di quel secondo autore che è il lettore…….

A coloro che volevano dedicarsi alla poesia raccomandava quattro cose: Wa, la pace, l'armonia con tutti gli esseri, animati e inanimati; Kei, il rispetto profondo; Sei, il corpo e lo spirito liberi dal desiderio di possesso; Jaku, la tranquillità e il distacco affettivo dalle creature per un'indispensabile calma interiore. A partire da questa ascesi si può giungere ad uno stato di estasi che solo la contemplazione della vera bellezza può suscitare. E' a quel punto che lo haiku scaturisce.

…Bellezza sobria e calma…

Bashō visse in epoca Tokugawa, era un viaggiatore e imprimeva sulla carta le sensazioni che lo avevano coinvolto durante i suoi vagabondaggi.

Il ruolo centrale spetta alla natura, insieme alle sensazioni che essa trasmette all’animo.

Anche i corvi

come son belli

nel mattino di neve!

 

La prima neve!

appena da piegare

le foglie dell’asfodelo

 

Ah! nel mattino di neve

anche i cavalli

attirano gli occhi

Su un ramo spoglio

ai posa un corvo

crepuscolo d’autunno

 

Amico, accendi il fuoco

ti mostrerò una cosa

graziosa, una palla di neve

 

Verrà quest’anno

la neve

che insieme a te contemplai?